di M.Alessia Manti
Negli ultimi 40 anni l’Italia ha visto nascere e consolidarsi il servizio civile. Prima rivolto agli obiettori di coscienza al servizio militare, dal 2001 invece svolto da volontari. Numeri altissimi nonostante le difficoltà che dimostrano un sempre più crescente interesse rispetto alla tematica.
L’iniziativa L’Arci Servizio Civile di Perugia – associazione composta da Arci Lega Ambiente, Auser e altre associazioni più piccole – ha sottoposto alle forze politiche che partecipano alle elezioni nazionali 2013 un appello pensato soprattutto come invito ai candidati della circoscrizione umbra di camera e senato. Hanno risposto Massimiliano Sirchi dei Cristiano Democratici, Marina Sereni e Gianpiero Giulietti del Partito Democratico, Flavio Lotti di Rivoluzione Civile, Elisabetta Piccolotti di Sinistra, Ecologia e Libertà. Gli stessi erano presenti, insieme anche al presidente nazionale di ARCI Servizio Civile Licio Palazzini, numerosi giovani che il servizio civile l’hanno svolto o vorrebbero svolgerlo e rappresentanti del mondo dell’associazionismo umbro, all’incontro che si è tenuto venerdì 15 febbraio presso la Casa dell’Associazionismo di via della Viola, a Perugia.
Un dibattito che ha tracciato i possibili percorsi futuri del servizio civile nazionale e le proposte relative che i candidati porterebbero in parlamento alla luce del l’appello sottoscritto.
«Il Parlamento che uscirà dalle urne il 24 e 25 febbraio dovrà affrontare sfide molto difficili e il servizio civile è uno degli strumenti più importanti di cui disponiamo per costruire risposte concrete e immediate – ha detto Lotti – Gli impegni contenuti nell’appello Un’alleanza per il Servizio Civile sono la nostra agenda di lavoro. Sarà un lavoro che dovremo fare insieme, unendo tutte le forze sane e lungimiranti di questo paese».
L’appello Rendere il servizio civile accessibile a tutti coloro che chiedono di parteciparvi, realizzato in forme più flessibili rispetto all’attuale; la stabilizzazione dell’impegno finanziario statale, l’apertura ai cittadini stanieri residenti nel nostro Paese; la possibilità di concorrere in alternativa al servizio militare a difesa della patria con mezzi e attività non militari; rivalutare l’aspetto formativo ed educativo insito nelle attività del servizio civile; promuovere il riconoscimento dello status di giovane e le competenze sociali che chi fa il servizio civile acquisisce. Questi i punti cardine dell’appello che l’ARCI servizio civile ha sottoposto all’attenzione dei candidati.
