di Iv. Por.
Che non abbia chiuso con la politica è chiaro. Che ambisca a uno scranno nel prossimo Consiglio regionale un segreto di Pulcinella. Ma questo si vedrà da qui a marzo 2015. Intanto per Marco Vinicio Guasticchi c’era l’horror vacui di restare senza incarichi pubblici a partire da domenica 12 ottobre, visto che quel giorno terminerà il suo ruolo di guida della Provincia di Perugia (presidente fino a giugno scorso, ha fatto da commissario “traghettatore” fino alle elezioni che vedranno confrontarsi Mismetti e Alemanno). Invece, non sarà così.
Futuro in banca Del resto, il 52enne umbertidese ex assessore comunale di Perugia ha sempre ripetuto come un mantra: «Non ho mai abbandonato il mio lavoro in banca, per cui non ho problemi di poltrone». E l’incarico che assume oggi è ancora una volta a “cavallo” (altra passione, quella equina, del poliedrico Guasticchi) tra politica e banca, dato che è stato nominato dirigente nazionale della Fabi con delega per i rapporti con il governo e le istituzioni, su proposta del segretario generale Lando Maria Sileoni. Sinergia col governo garantita dal suo essere renziano della prima ora.
Subito in cassa La Fabi, Federazione autonoma bancari italiani, con i suoi quasi 100 mila iscritti e le sue 97 sedi territoriali, è il sindacato bancario più rappresentativo in Italia. «Mi metto al lavoro da subito – garantisce Guasticchi – per garantire un rapporto sempre più sinergico e coeso fra governo, istituzioni, mondo del credito, associazioni di categoria e consumatori. Ringrazio il segretario generale Lando Maria Sileoni e il comitato direttivo del sindacato per la fiducia che mi è stata accordata e garantisco la mia totale disponibilità per portare avanti progetti, programmi di sviluppo e crescita sociale».
Tra credito e politica Nella sua dichiarazione di intenti, l’ex presidente della Provincia ha le idee chiare: «Sono pronto ad impegnarmi anche in ambito nazionale per portare avanti proposte innovative come quella di istituzionalizzare il rapporto fra gli istituti bancari, le associazioni di categoria e i consumatori prevedendo in tutte le regioni ed enti a diretto contatto con i cittadini specifiche competenze e assessorati per abbattere ostacoli e steccati che troppo spesso si frappongono allo sviluppo e alla crescita di imprese e famiglie» creando così «un nuovo rapporto fra cittadini-banche-istituzioni attraverso l’attività degli istituti di credito sul territorio, garantendo se possibile in futuro la loro diffusione anche nei piccoli centri». Insomma ancora un ponte tra banche e politica locale, tema che può tornare certamente utile da qui a marzo.

Mi raccomando, il paracadute ben allacciato, sempre!
Ma, penso ci sia conflitto di interessi tra sindacato e istituzioni o almeno incompatibilità fra i ruoli…….
tra politica e banca…insomma sempre nello stesso posto perchè non mi pare ci sia discontinuità