Fiorini, Mancini e Candiani della Lega Nord

«La Commissione parlamentare sugli eco-reati si occuperà dell’Umbria ed è già previsto un sopralluogo alla discarica Le Crete di Orvieto. Seguiranno ispezioni a tutte gli altri siti di conferimento e ci saranno audizioni con i politici e gli amministratori, locali e regionali, coinvolti in quelle scelte che l’attività investigativa del Corpo forestale sta disvelando in questi giorni». Lo hanno annunciato, durante una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, i consiglieri regionali della Lega Nord Emanuele Fiorini e Valerio Mancini. All’incontro ha partecipato anche il senatore leghista Stefano Candiani.

TUTTO SU INCHIESTA GESENU

Lega: commissione per indagare Il capogruppo Fiorini ha aperto l’incontro mettendo in evidenza che in Umbria «esiste un Sistema rifiuti che le singole inchieste stanno facendo emergere. E su cui dovrà fare luce, chiarendo le responsabilità politiche, la Commissione di inchiesta che martedì prossimo l’Assemblea legislativa dovrà istituire su richiesta nostra e degli altri gruppi di opposizione. La sinistra umbra ha governato Regione, Province e Comuni, dettando le linee per la gestione dei rifiuti. Anzi, per una malagestione che dobbiamo mettere in evidenza: spiegando per quale motivo nella discarica di Orvieto ci sono tracce ingiustificate di mercurio; chiarendo i veri numeri della raccolta differenziata e il motivo per cui gli impianti di compostaggio e quelli di separazione dei rifiuti solidi urbani; giustificando l’aumento dei costi per i cittadini. A questo proposito stiamo valutando se ci siano gli estremi per una azione collettiva degli utenti contro le aziende che non hanno rispettato gli impegni contrattuali alla base del sevizio». Mancini ha aggiunto che «siamo di fronte ad una inchiesta della magistratura che non riguarda solo l’inquinamento ambientale ma anche la presenza della mafia in Umbria. Non si possono fare gare al maggior ribasso che non portano a scegliere le soluzioni migliori. La scelta di creare l’Auri per i rifiuti e l’idrico si scontrerà con la decisione di alcuni Ati di espletare gare ed assegnare contratti e servizi prima che l’Auri stessa venga resa operativa, creando situazioni precostituite che ne condizioneranno le scelte future».

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Rifiuti Zero: «Cambiare gestione» Ma non è solo la Lega a pretendere cambiamento. Di «malagestione che viene da lontano» parla il comitato ‘Rifiuti Zero Umbria’. «Allora quale momento migliore – si chiede – se non questo, potrebbe suggerire un cambio deciso nella gestione? La base da cui partire è la riduzione dei rifiuti, ormai molti comuni, più virtuosi di quelli umbri, hanno adottato la strategia Rifiuti Zero, che non è un’utopia, come molti sedicenti ambientalisti affermavano, ma un progetto per il futuro. Intorno all’obiettivo “Riduzione” deve organizzarsi tutta la gestione a cominciare dalla intoccabile economia degli imballaggi, che nessuno vuole penalizzate quanto piuttosto riorientare. E’ chiaro che il soggetto che gestisce la raccolta rifiuti deve essere lontano dal malaffare, per questo pensiamo che la società deve essere pubblica, sul modello Contarina che, così ci risulta, gli amministratori del comune di Perugia sono andati a visitare. Una società pubblica e trasparente non correrebbe il rischio di avere un amministratore delegato costretto alle dimissioni a seguito della interdittiva antimafia e, soprattutto di avere un sostituto già rinviato a giudizio per gestione illecita dello smaltimento rifiuti, come riporta Umbria24. Insomma chiediamo alla politica di non avere sudditanza verso il socio privato e assumere posizioni coraggiose. Contare anche sulla capacità dei cittadini di comprendere e sostenere le scelte coraggiose».

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