Mauro Masciotti

di Daniele Bovi

Tra pochi giorni il cosiddetto campo largo saprà se Mauro Masciotti accetterà la candidatura a sindaco o se, come nel gioco dell’oca, Pd e soci dovranno tornare alla casella di partenza avendo bruciato altro tempo prezioso. Come noto il nome del 57enne diacono, ferroviere e direttore della Caritas diocesana, è quello emerso nel corso della riunione di coalizione di lunedì sera, alla quale hanno partecipato i vertici regionali e comunali di partiti e civiche.

FOLIGNO, IL CENTROSINISTRA PUNTA SU MASCIOTTI

Parla Masciotti Il giorno dopo, il telefono di Masciotti è bollente. «La disponibilità – racconta il direttore di Caritas a Umbria24 – mi è stata chiesta pochissimo tempo fa. Prendo atto di questo “tsunami” che mi è arrivato addosso. Da un lato ringrazio per la stima nei miei confronti, dall’altro ho bisogno di tempo per rifletterci per tante ragioni. La richiesta è importante quindi ho bisogno di un po’ di discernimento». Una riflessione che ovviamente non potrà essere troppo lunga: al 57enne ferroviere serviranno, come normale, alcuni giorni per capire se la candidatura è compatibile con tutti gli impegni della sua vita.

Gli altri In caso di fumata bianca Masciotti – figura senza tessere di partito in tasca ma politica nel senso alto nel termine, portatore di una forte esperienza di vita e conosciuta – dovrà vedersela soprattutto con il sindaco uscente, il leghista Stefano Zuccarini; in pista poi ci sono Enrico Presilla per Alternativa popolare e Moreno Finamonti per La voce di Foligno. Fino a ora per il neonato campo largo sul tavolo ci sono stati i nomi dell’avvocato Marco Mariani, sul quale però è arrivato il veto del M5S che non vuole ex amministratori, quello del giornalista Andrea Luccioli, del capogruppo del M5S David Fantauzzi, del consigliere comunale comunale Mario Gammarota lanciato da Foligno 2030 per ipotetiche primarie e, infine, quello di Diego Mattioli.

Perugia Per peso politico Foligno sarà il Comune più importante al voto l’8 e il 9 giugno dopo Perugia, dove nelle ultime ore si sta intensificando il dialogo tra la candidata del campo largo, Vittoria Ferdinandi, e Giacomo Leonelli, che corre per Azione, Socialisti per Perugia e +Europa. Al Corriere dell’Umbria l’avvocato ha ribadito la stima per Ferdinandi che, a sua volta, martedì dal suo profilo Facebook ha invitato Leonelli a dialogare su temi concreti: «Sul tema dell’Università e su molto altro – dice la 37enne psicoterapeuta – sono certa che possiamo trovare punti comuni, spinti dalla passione civica che ci accomuna». «Un confronto, su un tema così importante come il futuro della nostra città – risponde l’avvocato – può solo essere utile». L’obiettivo è quindi quello di passare dal campo largo a quello larghissimo, esperimento per ora riuscito in pochissimi casi. Quanto al Psi invece, tutto è fermo a pochi giorni fa: la virata e la conseguente apertura nei confronti di Massimo Monni (candidato di Perugia merita) ci sono, ma l’accordo andrà formalizzato dopo i passaggi formali all’interno del gruppo dirigente del Psi.