Il 'filo' in lavorazione

È del 9 marzo 2015 la lettera con la quale Sviluppumbria comunicava all’allora Neofil l’ammissione a finanziamento di 1,4 milioni di euro per il revamping o la revisione di macchinari o attrezzature (come indicato nella domanda dell’azienda). ‘Nelle fasi di rendicontazione del programma di spesa – si legge nel documento – l’azienda dovrà contestualmente produrre una perizia asseverata  pena la non ammissibilità della spesa stessa’. L’azienda in questione è nel frattempo diventata Terni industry con l’ingresso di una cordata di imprenditori ternani ed è fallita due settimane fa. Ora il consigliere regionale della Lega Emanuele Fiorini chiede lumi.

Terni industry L’esponente del Carroccio ha presentato un’interrogazione alla Regione: «Come sono stati impiegati i finanziamenti erogati da Sviluppumbria a favore della ex Neofil, oggi Terni Industry e cosa intende fare la Regione Umbria per i lavoratori che si ritrovano senza occupazione?». Nell’atto depositato il capogruppo leghista pone l’attenzione sul fallimento aziendale della Terni Industry, ex Neofil, un tempo Meraklon Yarn, azienda produttrice di filo di polipropilene con sede a Terni e sulla situazione dei circa quindici lavoratori del settore chimico che si ritrovano senza stipendio e occupazione. Oltre al destino dei lavoratori, Emanuele Fiorini vuole fare chiarezza sugli 1,4 milioni concessi nel 2015 dalla Regione Umbria attraverso Sviluppumbria alla Neofil, poi Terni Industry, “per sostenerne il  revamping e l’ammodernamento degli impianti”.

Emanuele Fiorini  (Lega) «A quanto sembra – osserva il consigliere –  a partire dal 2018 “dagli impianti della ex Neofil non è uscito neanche un rotolo di filati sintetici. Vogliamo  capire – conclude – come sono stati utilizzati gli 1,4 milioni erogati, se Sviluppumbria ha verificato l’effettivo impiego dei finanziamenti nel revamping e l’ammodernamento degli impianti come da progetto e, infine, come la Regione Umbria intende muoversi ai fini del ricollocamento degli operai».

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