Salvini e Berlusconi

Renzi, Berlusconi, Salvini e Delrio. Tutti in Umbria per supportare i loro candidati a nell’ultima settimana di campagna elettorale prima del giorno delle elezioni, su cui incombe l’incognita dell’astensionismo. Lunedì, Silvio Berlusconi avrà un primo appuntamento alle 11.30 alla Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori per una conferenza stampa con il candidato di centrodestra Claudio Ricci e il sindaco di Perugia Andrea Romizi. Poi Berlusconi dovrebbe visitare un’impresa locale e successivamente, alle 18, si concederà un bagno di folla al teatro Lyrick di Assisi.

Berlusconi e Salvini Il programma di Berlusconi si sovrappone con quello di Matteo Salvini, che nelle stesse ore farà tappa a Todi e Terni. Il primo appuntamento è in programma per le 16.30 in piazza del Popolo a Todi, dove è convocato anche un presidio del gruppo “Mai con Salvini” che si è dato appuntamento davanti alla lapide alle vittime del nazifascismo. A seguire, Salvini andrà a Terni e passerà in piazza Solferino, anche lì è prevista una contromanifestazione.

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Renzi e Delrio Mercoledì sera sarà la volta del ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio: è in programma a Trevi una cena elettorale con Catiuscia Marini all’Hotel Torre di Trevi. E poi venerdì, per l’ultimo giorno di campagna elettorale, arriverà il premier Matteo Renzi a lanciare la volata a Catiuscia Marini. Non è ancora chiaro in che momento della giornata il premier sarà in Umbria, visto che è annunciato anche nelle Marche e in tre città della Liguria, ma la sua presenza è data per certa.

Astensionismo Una parata di big forse per allontanare lo spettro più temuto: quello dell’astensionismo. Alle prossime elezioni regionali infatti «il rischio astensionismo è altissimo e sono diversi i fattori che potrebbero scoraggiare i cittadini ad andare a votare: da una campagna elettorale infarcita di scandali e polemiche, alla data poco felice perchè a ridosso di un ponte, fino al precedente rappresentato dalle elezioni in Trentino Alto Adige». Ne è convinto Alessandro Campi, docente di Storia del pensiero politico all’Università di Perugia. Secondo l’esperto giocherà molto sull’astensionismo «il clima complessivo della campagna elettorale, consumata all’insegna degli scandali e delle polemiche sui cosiddetti impresentabili, su candidati che entravano e uscivano, presidenti di regioni decisi all’ultimo momento, e con figure piuttosto discutibili. Insomma – secondo Campi – non c’è niente che possa stimolare l’interesse dei cittadini a partecipare al voto regionale, che già di per sé registra numeri più bassi rispetto ad altre tornare elettorali». Altro fattore è la scelta della data,«obbligata certo, ma niente affatto felice, che disincentiva la partecipazione perchè a ridosso di un ponte. Può sembrare una banalità ma non lo è, e molti approfitteranno per farsi una vacanza lunga». Infine,«non va sottovalutato il precedente dell’astensionismo marcato registrato nel voto di due settimane fa in Trentino Alto Adige perché si tratta di zone tradizionalmente di grande partecipazione politica, dove c’è una buona amministrazione e dunque uno scarso astensionismo. E invece, nonostante questo, l’affluenza è stata scarsa. Questo è dunque un segnale che, proiettato nelle altre regioni, fa ipotizzare una ulteriore crescita dell’astensionismo», conclude.

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