di Francesca Marruco
Attacca Berlusconi sul confronto tv, sull’Imu, sui complotti. Ma anche Grillo. Il presidente della Camera e leader di Futuro e libertà ha incontrato giornalisti e sostenitori all’hotel Brufani di Perugia.
Confronto tv Parte dalla tv Fini. «Chi si sottrae al confronto tv, è evidente che ne ha timore. Berlusconi non può decidere lui con chi confrontarsi». Secondo Fini, Berlusconi «è sempre allergico alle regole a meno che non le stabilisca lui. Dire io con Monti non mi confronto, ma solo con Bersani, è un film che si è fatto solo lui. Questo confronto potrebbe aiutare la pubblica opinione. Ma do per scontato che il mio auspicio cadrà nel vuoto».
Grillo Sulla tv Fini bacchetta anche Grillo: «Non è mai stato intervistato, evidentemente non ama le domande, ma il monologo. È una forma di comunicazione ma è assai poco rispettosa delle posizioni». Per Fini «Grillo è il termometro che misura la febbre, la febbre è alta, il termometro sale. Da che mondo e mondo però il termometro non ha mai curato una malattia». «Grillo – ha però spiegato – è un fenomeno che va rispettato, quando tanta gente va in piazza ad ascoltarlo, si deve rispettare. Certo si può ironicamente dire che visto che riempiva i teatri prima, e si doveva pagare, a maggior ragione riempie le piazze adesso che lo spettacolo è gratis». Per Fini tuttavia, «sarebbe stato sufficiente che i grandi mezzi di informazione fossero andati a Parma, in cui è stato eletto l’unico sindaco grillino. A Parma non si trova piu’ un solo cittadino che dica di aver votato Grillo. Perché conto è mandate tutti a casa, un conto è governare».
Imu Poi torna a Berlusconi. «Restituire l’Imu? La malizia di dire anche in contanti è un modo per strizzare l’occhio – dice Fini -, significa ammiccare; che è poi lo stesso ragionamento che si fa quando si fa il condono: se ne fai uno ogni trent’anni ha senso, ma se li fa in tempi ravvicinati diventa un formidabile incentivo per i furbi».
Giustizia Sui rapporti con il leader Pdl, Fini ha detto che «non se ne poteva davvero più delle richieste che Berlusconi avanzava quasi quotidianamente a me e Giulia Bongiorno, presidente della commissione giustizia perche fossero approvate delle leggi che servivano esclusivamente a lui. Giulia Bongiorno – ha aggiunto – disse, ‘Berlusconi ha una concezione sartoriale della giustizia’. Questo atteggiamento rendeva impossibile tornare dagli elettori dicendo abbiamo tenuto fede a ciò che abbiamo detto in campagna elettorale, basata sull’onestà. Tornassi indietro rifarei quel che ho fatto. Amare l’Italia ha un costo ma ne vale la pena».
Monti «Il minimo comune denominatore che unisce i candidati della coalizione che fa capo alla Lista Monti è un’agenda concreta invece del mirabolante libro dei sogni e delle promesse che vengono fatte da altri», ha sottolineato Fini. «Facciamo parte della coalizione di Monti – ha spiegato ancora – che se non fosse sorta, in qualche modo, si sarebbe riproposta la campagna elettorale del 2008, del 2006 e del 2004, vale a dire o stai con Berlusconi e la Lega contro le sinistre o con le sinistre contro Berlusconi. Questa coalizione però – ha aggiunto – non può essere definita né di centro, né moderata: ci sono persone che vengono da destra e dal centro, ma anche persone che vengono da sinistra. Non è una coalizione di centro o moderata: moderata non vuol dire più niente, piuttosto si può distinguere tra conservatori e innovatori. Ci sono forze conservatori e forze innovatrici trasversali».
Alleanze «Che succede se non c’è maggioranza? Confermo quel che abbiamo detto in campagna elettorale: con Monti e Casini abbiamo parlato la stessa lingua. Se non c’e’ una maggioranza noi non faremo nessuna alleanza preventiva né con Bersani e Vendola, contro Berlusconi e Maroni o il contrario, perche se fossimo orientati a dar vita a queste alleanza, lo avremmo fatto prima. «Se non ci fosse una maggioranza – ha aggiunto -, l’Italia ovviamente dovrà avere un governo, tutto può accadere tranne che tornare a votare con questa legge elettorale in autunno: noi saremo intorno al tavolo per vedere chi ci sta a fare quelle 4-5 cose urgenti da fare».
