di Chiara Fabrizi

Nonostante il crollo dell’affluenza, scivolata al 67,4 per cento contro l’81,3 del 2017, la corsa solitaria di Mario De Carolis verso il secondo mandato da sindaco di Cascia è andata a buon fine, con il primo cittadino che ha saltato agevolmente l’ostacolo dei due quorum, unici rivali della sfida, ma ha anche stabilito un record di gradimento.

De Carolis sindaco di Cascia con record Sì, perché il primo cittadino con la lista Patto per Cascia ha ottenuto oltre 1.500 voti, che valgono un record di gradimento nella storia dell’elezione diretta dei sindaci nel paese di Santa Rita, dove il miglior risultato risaliva al 1995, lo deteneva Gino Emili ed era fissato a poco più di 1.200: «Malgrado sia stato l’unico candidato ritengo che la comunità abbia dato una prova di coesione anche alla luce delle due emergenze che abbiamo gestito, prima quella per il terremoto e poi quella sanitaria» ha commentato a caldo nel pomeriggio De Carolis, aggiungendo che, «visto l’assenza di una minoranza in aula, cercheremo comunque di coinvolgere tutti, istituendo delle consulte su varie tematiche, affinché non venga meno la partecipazione della comunità, per la quale stiamo lavorando soprattutto per ricostruire quanto più rapidamente case e servizi importanti, come ospedale e scuole, convinti che solo così si possa difendere il tessuto socio economico».

Resa dei conti a Valtopina e vince Coccia A 80 km di distanza, precisamente a Valtopina, la partita elettorale non solo aveva contorni ben differenti, ma portava con sé il sapore della resa dei conti tra il candidato sindaco sfiduciato l’autunno scorso Lodovico Baldini e il rivale politico Gabriele Coccia, che aveva contribuito a smantellare la precedente amministrazione. E qui, nel paese delle mostre mercato del tartufo e del ricamo, dove peraltro si è registrata un’affluenza del 77,5 per cento, perfino superiore al 2017, quando era stata 72,1 per cento, la comunità ha voluto dare fiducia a Coccia, che è stato eletto con il 54,1 per cento e 68 voti di scarto. «Siamo molto contenti, perché quella di oggi non è la vittoria del singolo, ma di un gruppo, che vede premiato uno sforzo di collaborazione iniziato otto mesi fa insieme a molti cittadini e operatori economici della città» ha detto Coccia a Umbria24, aggiungendo: «Vogliamo rilanciare da subito gli eventi principali di Valtopina, che sono stati sospesi non soltanto per il Covid, ma tra le priorità c’è certamente anche l’ambiente, il sociale e le energie rinnovabili». A chiedergli del commissariamento dell’autunno scorso, del voto anticipato e del risultato odierno, il neo sindaco Coccia ritiene che  «i cittadini abbiano compreso le motivazioni che hanno portato alla sfiducia, premiando di conseguenza il nostro impegno e la nostra dedizione per far ripartire il Comune».

Monteleone di Spoleto e Preci La partita dei piccoli comuni al voto, poi, riporta nell’Alta Valnerina, precisamente a Monteleone di Spoleto, dove nel segreto delle urne gli abitanti hanno affidato per la terza volta la fascia tricolore a Marisa Angelini con il 57,3 per cento delle preferenze, ottenute comunque a fronte di una partecipazione al voto che ha tenuto sui livelli di cinque anni fa, confermandosi sopra l’80 per cento (81,5 ieri e 84,1 cinque anni fa): «Siamo molto soddisfatti, perché crediamo sia stato premiato soprattutto il lavoro fatto e svolto in questi cinque anni, con la maggioranza degli elettori che, concedendomi il terzo mandato, ha chiesto continuità amministrativa, manifestando fiducia per i progetti già avviati e quello che lo saranno». Infine, il comune più piccolo dell’Umbria, Poggiodomo, dove all’ultimo l’ha spuntata Marini con il 51,9 per cento e anche qui come a Valtopina il commissariamento ha fatto crescere l’affluenza, che ha raggiunto l’85,1 contro il 78,9 per cento del 2019: «Siamo pienamente soddisfatti per questo risultato che arriva al termine di una battaglia dura e leale. Ora – ha detto il neo sindaco – cercheremo di dare alla comunità un buon governo, sperando di avere un confronto costruttivo con le opposizioni».

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