Mattinata di presidio davanti all’ospedale di Umbertide «per difendere la sanità pubblica», da parte della sezione locale del Partito democratico, insieme al segretario regionale Tommaso Bori e a Marina Sereni, responsabile Sanità della segreteria nazionale dem. Un’iniziativa, alla quale era presente anche il candidato sindaco di centrosinistra, Sauro Anniboletti, organizzata in vista del voto di domenica prossima, quando gli umbertidesi saranno chiamati a eleggere sindaci e consiglieri.
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Bori «Il Pd – ha affermato Bori – si è sempre occupato dei servizi ospedalieri e territoriali, garantendo il concetto di sanità pubblica con sacrifici e investimenti per offrire servizi a tutti i territori di una regione complessa come l’Umbria. Lo abbiamo fatto anche a Umbertide, dove, dai banchi dell’opposizione abbiamo combattuto per evitare che i servizi sanitari venissero smantellati. L’impegno di oggi è anche quello di riportare a Umbertide un governo degno della città. Mentre infatti noi combattevamo per la sanità pubblica, c’erano un sindaco e un’amministrazione molto silenti, impegnati a lisciare il pelo a una giunta che a livello regionale ha sottratto risorse e personale e tolto servizi, in un grande piano di smantellamento della sanità pubblica».
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Sereni «La nostra segretaria nazionale – ha sottolineato Sereni – ha voluto mettere la sanità pubblica ai primi posti dell’agenda del Pd. Oggi dobbiamo tenere conto delle lezioni che abbiamo imparato dalla pandemia, ovvero che la salute pubblica collettiva è un bene comune, precondizione dello sviluppo economico, che senza un sistema territoriale anche il migliore degli ospedali non basta e soprattutto che la sanità ha bisogno di risorse adeguate. Con gli ultimi due governi precedenti all’attuale, ci siamo avvicinati a una cifra che è il minimo, ovvero il 7 per cento del Pil da destinare alla sanità, ma ora con questo governo, che per la prima volta definanzia la sanità, si torna al 6,2 per cento, cifra più bassa del periodo pre-Covid. E poi abbiamo il grande problema delle liste di attesa, dei pronto soccorso che non funzionano, della carenza di personale: abbiamo scelto di stare qui – ha concluso – per dire che ovunque il Pd farà una battaglia senza sconti per la sanità pubblica».
Terremoto Tra i sei candidati sindaco c’è anche, per il M5S, Giampaolo Conti, a dar man forte al quale sabato è arrivata una delegazione del Movimento formata, oltre a Conti, dal coordinatore regionale Thomas De Luca e dalle parlamentari Emma Pavanelli e Ilaria Fontana. I pentastellati in particolare hanno visitato Pierantonio «dove da oltre due mesi vivono più di 30 persone sfollate in seguito al terremoto del 9 marzo». In grandissima parte, sottolineano, si tratta di persone di origine straniera mentre altre sono riuscite a trovare una sistemazione.
La visita del M5S «Quello che abbiamo visto stamattina visitando la palestra è inaccettabile e disumano – denunciano i portavoce del M5S – circa 30 persone, tra cui 4 bambini, a due mesi dal terremoto continuano a vivere nella palestra senza alcuna privacy con brandine attaccate l’una a l’altra. È intollerabile lasciare per due mesi degli esseri umani in simili condizioni. Persone che vivono ammassate, senza armadietti, senza lavatrici, con bagni senza bidet e strutture che non garantiscono un minimo di privacy. Una donna ci ha detto che la figlia è costretta a studiare dentro al bagno. Ci chiediamo se siano rispettati i minimi requisiti igienici a norma di legge». Il M5S chiede infine alla presidente Donatella Tesei «e venire immediatamente a visitare la struttura. Sono necessari chiarimenti anche da parte dello stesso sindaco Carizia».
