Inizia con Federico Rondoni la serie di interviste di Umbria24 ai candidati sindaco di Umbertide, dove il 14 e 15 maggio gli elettori sono chiamati a eleggere sindaci e consiglieri comunali.
Siamo ormai a pochi giorni dal voto, cosa si aspetta dalle urne?
«Nelle ultime settimane abbiamo visto sempre più interesse nei confronti di Corrente. Ovunque andiamo sentiamo parlare del progetto. Persone anche non direttamente coinvolte hanno dichiarato pubblicamente il loro sostegno per Corrente, e ogni giorno altre se ne aggiungono di conseguenza. Queste reazioni ci fanno capire che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta; una strada dove le persone tornano a interessarsi al bene comune con entusiasmo. Dal punto di vista elettorale non sappiamo dove ci porterà questo fermento, e non riusciamo a fare stime o sondaggi; autofinanziandoci preferiamo investire le nostre risorse in eventi tematici che ci permettono di condividere con la comunità il nostro progetto per Umbertide e le nostre modalità di lavoro. Siamo però consapevoli di quanto sia contagioso lo spirito che stiamo dando a questa campagna elettorale. Alcuni giorni fa un nostro contatto che si occupa di analisi politiche ci ha detto che da quanto si sente in giro Corrente è uno di quei soggetti che potrebbe anche prendere il 50% perché non se ne vede il confine e non si ha contezza di quante siano effettivamente le persone che sostengono il progetto. La cosa certa è che la composizione eterogenea della nostra lista rafforza le potenzialità e le capacità di Corrente».
Siete temuti tanto dal centrodestra, che quasi spera non siate voi ad andare al ballottaggio, quanto dalla coalizione che si è unita attorno al Pd e che vi considera l’unico avversario a sinistra. Qual è la vostra strategia per un eventuale secondo turno?
«Vogliamo ribadire con chiarezza che Corrente è un progetto che ha le capacità per andare al secondo turno, se questo dovesse esserci, e vincere la sfida. Il progetto infatti è nato guardando a ogni sfera della vita sociale, economica e ambientale con l’obiettivo di lavorare insieme a tante persone di diversa sensibilità e costruire un’amministrazione nuova e partecipata. Abbiamo già dimostrato che Corrente è in grado di riunire tante persone attorno a una visione di comunità. Persone che credono prima di tutto nel progetto e vogliono lavorare per costruire l’Umbertide che si immaginano».
Perché dunque non siete in coalizione con nessun altro soggetto politico?
«Corrente è nata dall’esigenza di fare una politica diversa, una politica costruttiva fondata sull’ascolto attivo e la comunicazione non violenta. Per questo riteniamo che il nostro progetto non sia declinabile all’interno degli schemi tradizionali a cui la politica ci ha abituato e che ha portato alla diminuzione drastica della partecipazione. Per noi alla base deve esserci il coinvolgimento attivo delle persone nella cosa pubblica, possibile solamente costruendo un ambiente politico basato sul rispetto reciproco. Non vediamo la vittoria alle elezioni come l’obiettivo finale, ma come strumento per assumere il ruolo amministrativo necessario alla costruzione della comunità che vogliamo per Umbertide».
Pensa che i recenti fatti di cronaca giudiziaria possano influire sulla campagna elettorale?
«Sgombriamo il campo da qualsiasi interpretazione strumentale. Non è accettabile approfittare di certe vicende per un mero ritorno elettorale. La magistratura farà il suo corso e le sentenze serviranno a fare chiarezza. Per quanto riguarda il nostro progetto per il territorio è però necessario ribadire con forza che la nostra idea di amministrazione è altra. La “cosa pubblica è sacra”, il suolo pubblico è prezioso: non si svende, non si erode, non è a disposizione per alcun tipo di speculazione».
Rimanendo sulla cronaca del territorio. Crede che sul terremoto l’amministrazione abbia fatto abbastanza?
«Come Corrente non ci siamo mai espressi pubblicamente sulla vicenda del terremoto per due motivi: il primo è perché, essendo in campagna elettorale, non volevamo speculare sulla tragedia che ha colpito parte della nostra comunità; il secondo perché, come ribadiamo sempre, per noi l’azione concreta è quello che conta e volevamo essere di supporto pratico e non di intralcio all’amministrazione in un momento così delicato. A oggi non possiamo dire se l’amministrazione abbia fatto abbastanza o no, ma sappiamo che ha fatto tutto quello che era nelle proprie possibilità. Possiamo però ribadire che il nostro territorio è a costante rischio sismico e al netto degli aspetti tecnico-burocratici sulla ricostruzione e il necessario aiuto alle persone colpite, dobbiamo mettere in campo un piano di prevenzione efficace che diventi uno strumento a disposizione di una comunità adeguatamente informata capace di assumere comportamenti efficaci in caso di emergenza. Pensiamo inoltre che sia compito dell’amministrazione definire il reale rischio sismico del territorio accedendo alle risorse già a disposizione del Dipartimento della Protezione civile. Successivamente, prioritario è il censimento dello stato di fatto degli edifici, siano essi pubblici che privati, affinché si possano mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari a migliorare la struttura delle abitazioni umbertidesi».
Siete l’assoluta novità di queste elezioni. Credete di avere le capacità per amministrare il territorio?
«Siamo la novità di queste elezioni, è vero. Siamo la prova che le persone hanno voglia di mettersi di nuovo in gioco per ricostruire la comunità in cui vivono, che vogliono investire tempo ed energie per vederla fiorire, senza secondi fini e senza guardare al proprio tornaconto personale. Abbiamo un gruppo con le competenze più disparate, ma soprattutto abbiamo un’idea concreta di futuro e abbiamo le energie da mettere a disposizione per realizzarla. Il futuro per noi è amministrare Umbertide, nella cura e nel rispetto della comunità, prendendo decisioni insieme alla cittadinanza. Faccio un esempio. In questi giorni si è assistito alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione della Prosperius, oggi Istituto Clinico Tiberino, tornata a maggioranza pubblica anche se sempre nell’interesse dell’investitore privato. Partendo da questo caso vogliamo porre l’attenzione sull’importanza del coinvolgimento della cittadinanza nella scelta dei membri pubblici dei Cda delle partecipate, membri che dovrebbero essere chiamati a ricoprire un incarico nell’interesse della comunità e non di una sola parte politica. La nostra idea di amministrazione è basata sul coinvolgimento delle persone anche su temi come questo, in modo da prendere le decisioni più in linea con i bisogni della popolazione».
Ci sta dicendo che siete scesi in campo per impartire una lezione?
«No, nessuna lezione da impartire. Non pensiamo di essere migliori, più capaci o competenti, abbiamo solo lavorato collettivamente a quella che per noi è un’idea di futuro e vogliamo impegnarci per realizzarla e fare la nostra parte per la comunità. Amministrare Umbertide non si può ridurre ad asfaltare strade e inaugurare opere già cantierizzate. Amministrare Umbertide significa dare voce a una comunità partecipata, dove le persone si confrontano e condividono idee e opinioni; ma anche una comunità che sa dove vuole andare, consapevole delle sfide che ci si presenteranno da qui ai prossimi anni e che progetta e agisce in funzione di questo. Una comunità con adeguate strutture scolastiche, con numeri di asili nido sufficienti a soddisfare le richieste delle famiglie, con un servizio di mobilità pubblica e sostenibile, con un presidio sanitario pubblico, efficiente e a disposizione dei bisogni della popolazione e una medicina territoriale di prossimità che tenga in considerazione l’andamento della curva demografica. Una comunità unita e coesa, dove ogni diversità sia considerata ricchezza, che presti un’attenzione particolare alla crisi climatica e agisca per mitigarne gli effetti sul nostro territorio al massimo delle sue possibilità. Per fare tutto questo l’amministrazione dovrà essere in grado di gestire al meglio le sue risorse e reperire il maggior numero di fondi possibile, soprattutto dall’UE, istituendo un ufficio bandi apposito. Ogni euro investito nella scrittura di un bando ne genera almeno tre in termini di benefici diretti ed indiretti a favore della comunità. Tutto questo è il lavoro che ci immaginiamo di voler e poter fare, proprio perché all’interno del gruppo ci sono già persone che si occupano quotidianamente di questi temi e hanno le competenze necessarie. Come Corrente abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione e vorremmo che più persone possibile si unissero a questo processo».
