di Daniele Bovi
Tre volte alle urne nel giro di tre mesi. L’Umbria dopo le comunali della scorsa primavera e dopo le regionali d’autunno si appresta a tornare alle urne per tre diversi appuntamenti nel giro di poche settimane. La prima data da segnare sul calendario è quella dell’8 marzo, giorno in cui una sessantina di comuni del centro-sud della regione dovranno eleggere un nuovo senatore al posto della neo presidente della Regione Donatella Tesei. Per quanto riguarda le candidature l’unica certezza al momento porta il nome di Roberto Alcidi, che correrà per il Movimento 5 stelle reduce dalle batoste in serie rimediate in Umbria e in Emilia Romagna. Quanto agli altri, i nomi si conosceranno a breve dato che tra sabato e domenica andranno consegnate le candidature.
Il referendum Tre settimane dopo, cioè domenica 29 come stabilito pochi giorni fa dal Consiglio dei ministri, tutti gli umbri saranno chiamati a dire la loro sul referendum relativo alla riduzione del numero dei parlamentari, che sulla base della riforma passerebbero da 900 a 600 (200 senatori e 400 deputati). Non trattandosi di un referendum abrogativo bensì confermativo, non è previsto quorum: «La legge sottoposta a referendum non è promulgata – è scritto nell’articolo 138 della Costituzione – se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi». Per la validità del referendum costituzionale, dunque, non è previsto alcun quorum minimo di votanti. Qualunque sia il numero di questi ultimi, il taglio (che in Umbria provocherebbe un quasi dimezzamento della rappresentanza) sarà confermato solo se i consensi supereranno i voti sfavorevoli. In questo caso, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella promulgherà la legge, altrimenti tutto rimarrà com’è ora.
CON IL TAGLIO UMBRIA DA 16 A 9 PARLAMENTARI
Comunali C’è poi il capitolo comunali, per il quale non c’è ancora una data anche se ragionevolmente le urne si apriranno tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Dopo la maxi tornata del 2019, quando al voto sono stati chiamati oltre 60 Comuni, stavolta si parla solo di quattro piccole realtà, per le quali non è previsto un eventuale ballottaggio. La più ‘grande’ è Valfabbrica coi suoi 3.398 abitanti, reduce da una consiliatura tribolata guidata dalla sindaca Roberta Di Simone, una civica. Le partite, come insegnano gli ultimi appuntamenti, sono diverse ma nel frattempo nel piccolo comune a farla elettoralmente da padrona è la Lega: 29% alle ultime politiche, 54% alle europee e 53% alle regionali.
Scheggino e le altre A una civica di centrodestra apparteneva invece Paola Agabiti, ormai ex sindaco di Scheggino (481 abitanti) eletta in consiglio regionale e scelta da Tesei per la sua giunta. Il piccolo Comune era tornato al voto pochi mesi fa quando Agabiti, unico candidato, aveva ottenuto un secondo mandato. Passando alla provincia di Terni, sono chiamate al voto Calvi dell’Umbria (1.883 abitanti) e Giove (1.900), entrambe governate da civiche di centrosinistra. A Calvi il sindaco uscente è Guido Grillini, al primo mandato, mentre a Giove c’è Alvaro Parca arrivato al termine del suo secondo. Ben più pesante la partita nel 2021, quando tutti gli occhi saranno concentrati su Città di Castello, Assisi e Amelia; sempre nel 2021 andranno al voto Bettona, Bevagna, Nocera Umbra, Avigliano, Castel Giorgio, Montecastrilli, Otricoli e Parrano.
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