di C.P.

Da oltre due settimane il consultorio di Terni in via Montegrappa non ha più una ginecologa. E intanto il mondo dell’attivismo e quello della politica si mobilitano. Da quest’ultimo la prima a puntare un faro sulla questione è la consigliera comunale di Alternativa popolare Maria Elena Gambini che parla dell’«ennesimo scempio ai danni della sanità pubblica».

Le reazioni L’esponente di Ap Gambini si espone attraverso una nota denunciando che «la mancata sostituzione di questa figura fondamentale, e quindi l’impossibilità di garantire le prestazioni principali che un consultorio dovrebbe garantire, rappresentano l’ennesimo scempio ai danni della sanità pubblica e di tutti coloro che hanno meno possibilità di richiedere cure e assistenza nei centri privati». E aggiunge: «Da giovane donna prima e da mamma poi, anche per me il consultorio è stato un porto sicuro ed oggi, pensare che altre ragazze, donne, mamme non possano più ricevere la stessa assistenza mi addolora e mi preoccupa, ragione per cui sarà mia cura impegnare il sindaco e la giunta ad attivarsi con la Asl e con la Regione per risolvere immediatamente questa situazione».

Pd Anche il mondo Dem si solleva. Ed è la consigliera Maria Grazia Proietti a richiamare pubblicamente l’attenzione del direttore Carsili. «Caro direttore generale Usl 2 – scrive sui social – mi dispiace un po’ scriverle perché avrei voluto parlare con lei personalmente. E per questo come Seconda commissione del comune di Terni lo avevamo invitato ad un confronto». Ad esempio sulle liste d’attesa, rapporti territorio-ospedale «e non ultimo l’assurda vicenda del consultorio. Per quale motivo ha scelto la strada della non partecipazione?». E poi la consigliera si rivolge ai suoi elettori e alle sue elettrici: «Vi assicuro che da parte nostra l’impegno c’è, dagli atti di indirizzo già presentati e che stiamo presentando in queste ore su un argomento così delicato. Dicono che il lavoro c’è, ma non è ancora sufficiente a farci sentire come cittadini, come donne private della sanità pubblica».

Da anni senza indeterminato «Il consultorio per compito istituzionale è luogo di tutela della salute della donna, della procreazione responsabile, della sessualità consapevole per le diverse età. Impoverire questo servizio, come sta avvenendo, con meno risorse finanziarie, meno personale specialistico, meno sedi diffuse nei luoghi di vita delle persone non è altro che un attacco frontale ai diritti delle donne e alla loro condizione materiale di vita», scrive il Forum sanità del Pd Terni. «Il quadro che emerge in Umbria delinea un lento smantellamento di questo servizio pubblico che lo svuota  del compito di attuatore di una legge nazionale (L.194/1978) e di diritti costituzionali». E in particolare sottolineano che «con la Giunta regionale di centro-destra, è stata operata una riduzione di detti presidi su tutto il territorio regionale. Nel comprensorio di  Terni, nel consultorio di via Montegrappa, da anni manca nell’organigramma lo specialista ginecologa/o a tempo indeterminato. Inutile sottolineare la irrinunciabilità di questa competenza per tale presidio».

Consultorio Terni Nel comunicato di denuncia del Forum del Pd spiega come «in modo compensativo la Usl 2 ha provveduto con una copertura di 18-20 ore/settimana con professionisti esterni a contratto ed attualmente, dal 1 luglio 2024, il servizio risulta sprovvisto anche di questa ultima presenza causa maternità. Ovviamente questa evenienza, che di fatto comporta la sospensione dell’erogazione di molte prestazioni alle donne che ne hanno bisogno, era nota da tempo all’azienda che non si è preoccupata di intervenire nei tempi dovuti rendendo di conseguenza più difficile anche l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg)». Mentre invece a Narni «è del tutto impossibile effettuarne». Sia nella città della Corsa all’Anello, sia a Spoleto «è stato chiuso il percorso nascita, particolarmente delicato alle gravidanze a rischio». ‘Inefficienza dell’azienda o orientamento politico del governo regionale?’ si domandano dal Forum Dem.

Le richieste «A fronte di tutto ciò il Forum del Partito Democratico chiede alla Sanità regionale e all’azienda Usl Umbria 2: di destinare al consultorio, in qualità di presidio essenziale della rete territoriale dei servizi per la tutela della salute, le risorse finanziarie e di personale atte a garantire le funzioni istituzionali previste dalla legge, in sede di Bilancio della Azienda Sanitaria; di coprire nell’immediato i bisogni di medicina specialistica con le figure professionali corrispondenti al momento mancanti (ginecologa/o) sia nel consultorio di Terni, in via Montegrappa, che nel Centro salute donna dell’Ospedale di Narni; di garantire, in aderenza all’approccio multidisciplinare, la presenza delle diverse figure professionali che costituiscono la dotazione dell’équipe del Consultorio al fine di rendere fattuale l’integrazione fra dimensione sanitaria e sociale in favore dell’unitarietà e della complessità dei bisogni della persona, di promuovere la cultura della salute, anche in connessione con gli altri servizi della  rete territoriale, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona».

La rabbia di Sinistra Italiana «Svelata l’ipocrisia della Destra. In Regione – scrive il coordinamento Si Terni – approvano una legge ideologica dove affermano di voler sostenere le famiglie (solo quelle tradizionali!) e di voler combattere l’inverno demografico, mentre a Terni lasciano le donne incinte senza ginecologa e con servizi ridotti al minimo, con l’unica alternativa di rivolgersi ai privati a pagamento». Il riferimento è all’approvazione in Terza commissione della modifica al Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali del 15 aprile 2015. Tra le azioni riconosciute da tale legge: «Promuovere la formazione di nuovi nuclei familiari; rimuovere gli ostacoli che impediscono le nuove nascite, l’adozione e la vita della famiglia; tutelare e promuovere la vita umana fin dal concepimento e in tutte le sue fasi; promuovere una cultura dell’infanzia». E la questione sollevata da Sinistra italiana sorge spontanea: «Come possono le donne curare la propria salute riproduttiva in queste condizioni?».

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