di C.P.

«Chiediamo che la ginecologa venga sostituita nel più breve tempo possibile o che si mettano in atto i provvedimenti necessari a ripristinare un numero congruo di ore di visite ginecologiche specialistiche per le donne del consultorio di Terni». Così le associazioni del territorio in una lettera indirizzata al direttore generale dell’azienda Usl Umbria 2 Piero Carsili. Da oltre due settimane al consultorio di via Montegrappa infatti non c’è più una ginecologa. E «non è accettabile che un servizio pubblico, così fondamentale, per la salute femminile venga depotenziato e lasciato senza prestazioni essenziali».

Consultorio Terni, «da anni senza specialista con indeterminato»: le reazioni della politica

La lettera La missiva porta la firma di molte associazioni del territorio: Terni Donne Aps, Rete Umbra per l’Autodeterminazione, Forum Donne Amelia Aps, Udi Perugia, Civiltà Laica Aps, il Pettirosso Aps, associazione Lattemiele Amelia, De’Genere Terni, Unione atei e agnostici razionalisti Perugia, Una regione per restare, Cav M.T. Bricca, Rete delle donne antiviolenza Aps, Link Perugia e Unione degli studenti Umbria. Ed è la seconda in pochi giorni. Già il 4 luglio infatti la mobilitazione per la questione delle locandine appese ad Acquasparta dalle associazioni antiabortiste. Ancora rimasta senza risposta. Adesso invece l’assenza dell’adeguato personale medico all’interno del consultorio di Terni.

Consultorio senza ginecologa «Sebbene la dottoressa che era presente fino al primo luglio e che si occupava delle visite specialistiche e di seguire le donne durante il periodo di gravidanza fosse una libera professionista che operava in un luogo pubblico come il consultorio per poche ore a settimana, era di vitale importanza per garantire alle pazienti gestanti e non le minime cure e attenzioni appropriate in base alle differenti situazioni. Alla luce di ciò, chiediamo che la ginecologa venga sostituita nel più breve tempo possibile o che si mettano in atto i provvedimenti necessari a ripristinare un numero congruo di ore di visite ginecologiche specialistiche per le donne del consultorio di Terni».

Preoccupazioni Non solo disappunto, ma anche preoccupazione: «Chiediamo garanzie di continuità sui percorsi iniziati dalla ginecologa con le donne in gravidanza prima di sospendere le prestazioni, chiediamo che non vengano interrotti e che si garantisca alle donne il legittimo diritto di essere seguite dal servizio pubblico». E «in questo scenario sconfortante – continuano le associazioni – non possiamo non riflettere anche sul fatto che la mancata sostituzione della ginecologa, e dunque la mancata garanzia delle minime prestazioni che un consultorio dovrebbe garantire, sia l’esempio di come i servizi e i luoghi per la salute delle donne, specialmente per coloro che hanno minori possibilità di accedere a centri privati per richiedere cure, vengano gradualmente smantellati e depotenziati».

Consultori A mancare non è solo il personale, come denunciato dalle associazioni, «il depoteniziamento è da molteplici punti di vista come quelli economici, senza contare le recenti decisioni del governo vigente di favorire l’accesso di associazioni anti-scelta che hanno come obiettivo quello di ostacolare l’autodeterminazione delle donne e le scelte sui loro corpi, in barba anche alle minime garanzie di privacy che i luoghi della salute dovrebbero rispettare». In un Paese in cui «tra le decisioni imposte alle donne e le politiche attuate, ci viene rimproverato di essere responsabili del calo che ha subito la natalità, ma non ci vengono dati strumenti di sostegno reali e concreti».

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