di Iv. Por.
E’ possibile attivare una consulenza da cinquemila euro al mese in un ente pubblico di questi tempi e sperare che nessuno si indigni? Decisamente no. Tantopiù se fa insorgere il sospetto che su certe cose il sindacato taccia perché il vincitore è, in qualche modo riconducibile alle sue schiere.
La super consulenza E’ quanto sta accadendo alla Provincia di Perugia, dove nelle scorse settimane è stata effettuata la selezione per un contratto di collaborazione da oltre 30 mila euro per un incarico di sei mesi per la rendicontazione dei finanziamenti di alcuni progetti europei. Nel medesimo settore la Provincia sta assegnando altre due consulenze ma meno remunerate: 10 mila euro per 24 mesi. Quella nell’occhio del ciclone, in particolare, riguarderebbe il progetto S.A.N.S.A., che in Romania mira ad affrontare «questioni come la vulnerabilità lavorativa, la sicurezza, le politiche di pari opportunità nei luoghi di lavoro e di formazione, tra le mura domestiche, nei media, la discriminazione nei luoghi di lavoro».
Il sospetto Il polverone intorno alla consulenza si è sollevato perché a vincere la selezione è stato un parente di un’ex sindacalista della Cgil. Da qui c’è chi ha accusato il sindacato di via del Macello di omertà e connivenza per aver taciuto sulla vicenda.
La replica della Cgil «Intanto – affermano il segretario generale Mario Bravi e quello della Funzione pubblica Ivano Fumanti – c’è da chiarire che la Funzione Pubblica di Perugia, come è suo uso e costume, in piena autonomia, non hai mai giudicato le controparti dal colore e dalle appartenenze politiche, ma dal comportamento e dai fatti, così come ha sempre espresso la sua opinione sulle scelte indipendentemente dai lavoratori coinvolti».
La determina incriminata I rappresentanti della Cgil sottolineano che non appena sono stati informati della pubblicazione della determina dirigenziale, firmata dal dirigente del Servizio politiche europee e cooperazione decentrata, i rappresentanti della Funzione pubblica ha subito chiesto spiegazioni «ponendo il problema nella delegazione trattante del 10 settembre u.s.». «Non avendo ricevuto alcuna risposta – aggiunge Ivano Fumanti – in data 17/9/2012, abbiamo scritto una lettera al Presidente sollecitando un suo interessamento per conoscere le motivazione che hanno indotto l’amministrazione a questa scelta, il quale, di ritorno da un impegno istituzionale all’estero, telefonicamente, ci ha informato di essere all’oscuro di tutto».
Cgil: è uno scandalo Nel ribadire «la contrarietà di tutta l’organizzazione all’attivazione di consulenze e contratti di collaborazione, nel fatto specifico, considerato anche il momento in cui ci troviamo, riteniamo assolutamente scandaloso e offensivo per tutti, un contratto di 5.000 euro al mese. Ancora più preoccupante è il fatto che di tale atto, ci risulta, non è mai stata informata ne la Giunta, né il Presidente. Come è possibile che un Dirigente di Settore possa assumersi queste responsabilità?». Pertanto, sia la Funzione pubblica che la Cgil tutta chiedono «esplicitamente» un «intervento della Politica affinché siano annullati i contratti stipulati tenuto conto che tali professionalità sono ampiamente presenti all’interno dell’Ente».


è ora di chiudere la” baracca” ! e tutti a casa !!