L'assessore Fernanda Cecchini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

La giunta regionale stoppa le elezioni per il rinnovo dei consigli di amministrazione dei Consorzi di bonifica. Nel corso della seduta di mercoledì che segna la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva infatti, l’esecutivo di Catiuscia Marini ha adottato una delibera che dà il via libera al disegno di legge che prevede l’annullamento delle elezioni previste per domenica 29 settembre e la proroga di un anno dei commissari. Tutto ciò mentre le liste, formate, sono pronte a dare battaglia. Due i motivi che hanno portato alla decisione che congela la situazione nel Consorzio Tevere-Nera, in quello della Valdichiana e in quello della Bonificazione Umbra. Il primo è essenzialmente politico: con la spending review i cda sono stati ridotti da nove a cinque membri, tre dei quali eletti dai privati e i restanti due dalle Unioni speciali dei Comuni, cioè dai sindaci.

I perché dello stop Il problema però è che nella prossima primavera decine di municipi andranno al voto, con il rischio che nei cda siedano persone non rappresentative del nuovo quadro politico. Il secondo motivo consiste nell’impugnazione della legge di riordino della Regione Marche decisa dal governo Letta l’8 agosto scorso. «Le Marche – spiega a Umbria24 l’assessore regionale Fernanda Cecchini – hanno assegnato le funzioni di bonifica alle Province, noi ai Comuni. In attesa di una decisione abbiamo ritenuto opportuno prendere questi mesi che garantiranno un percorso certo». Nella sua impugnazione il governo dice sostanzialmente che non si possono affidare alle Province «funzioni rientranti secondo i principi fondamentali delle leggi statali nelle competenze di altri enti». In questo caso, quelle dei consorzi. Insomma, c’è da aspettare che la Corte costituzionale chiarisca il quadro.

Cecchini: accolte le richieste dei sindaci «La delibera di oggi – continua Cecchini – viene incontro alle richieste che ci hanno fatto comuni come quelli di Foligno e Spoleto nonché l’Anci regionale attraverso il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. A primavera ci saranno le elezioni che coinvolgeranno decine di comuni, i rappresentanti dei comuni sono due su cinque e laddove i primi cittadini attuali non venissero riconfermati si porrebbe un problema. C’è l’esigenza di avere più tempo a disposizione per perfezionare il percorso evitando che i consorziati eleggano consigli di amministrazione che tra 6-7 mesi sarebbero superati dalle dinamiche elettorali». L’atto ora verrà inviato al Consiglio regionale che dovrà esaminarlo e approvarlo.

M5S all’attacco Un rinvio commentato molto negativamente dal Movimento 5 Stelle di Terni: «Perché – scrivono in una nota – la decisione di rimandare è stata presa solo dopo che le liste sono state presentate? Che c’entrano le dinamiche elettorali con i rappresentanti di un consorzio di bonifica? Tutto ciò avrebbe a che fare con le consuete logiche di spartizione delle poltrone?». «Il provvedimento della Giunta – continua il M5S che chiede anche il licenziamento dei commissari – dipende, per caso, dal fatto che il comitato No Tevere Nera è riuscito a presentare candidati su tutte le fasce di contribuenza della prima sezione elettorale e persino sulla seconda sezione, generalmente riservata agli enti locali? Le motivazioni addotte dalla giunta regionale ci lasciano attoniti per i tempi e i modi con cui sono state espresse. L’annullamento in corso d?opera di un’elezione democratica quando ormai sono già scaduti i termini per la presentazione delle liste, è qualcosa che ci aspetteremmo di vedere in una repubblica delle banane, non di certo in Umbria. Siamo di fronte ad un’azione che, se confermata, trascenderebbe totalmente da ogni logica del diritto ed evidenzia ancora una volta l’arroccamento della casta politica contro i cittadini per il bene comune».

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