Luca Barberini in aula (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dopo giornate di tensione l’accordo arriva a partita ufficialmente iniziata, tra il primo e il secondo tempo, anche se era stato ben preparato ancora prima. È all’ora di pranzo infatti, durante la riunione del gruppo Pd alla quale ha partecipato anche la presidente Catiuscia Marini, che martedì a palazzo Cesaroni si è sbloccata la partita relativa al bilancio 2016 con un accordo trovato sul blocco di 20 emendamenti presentati dalla truppa bocciana (Smacchi, Barberini, Brega e Guasticchi). A preparare il terreno, l’incontro di lunedì tra Catiuscia Marini e Gianpiero Bocci che, a cascata, oltre all’ok al bilancio potrebbe portare con sé anche il rientro in giunta di Luca Barberini. Il che suggellerebbe la fine della ormai lunga crisi politica che ha investito il Pd e la giunta in seguito alle nomine dei direttori di palazzo Donini e di quelli di Usl e Aziende ospedaliere.

Maratona La maratona in consiglio, iniziata intorno alle 11.30, è terminata alle 22.40 con l’approvazione della legge di stabilità (12 sì e 7 no), emendata, e degli ordini del giorno. Il bilancio complessivamente è composto da tre atti (oltre alla Legge di stabilità ci sono le Disposizioni collegate e il bilancio 2016-2018), con gli altri due che devono essere votati ad almeno 24 ore di distanza dal primo. L’assemblea era stata infatti convocata anche per mercoledì pomeriggio ma visto il protrarsi della seduta la successiva è stata fissata a giovedì mattina alle 8.30; l’alternativa sarebbe stata tornare in aula mercoledì sera alle 22.30.

Emendamenti bocciani Dei 20 emendamenti presentati dai bocciani alcuni sono stati ritirati, altri accorpati e Sviluppumbria, che nella prima versione delle modifiche si sarebbe vista tagliare oltre un milione di euro, ne esce sostanzialmente indenne. Il blocco principale di modifiche sta in un subemendamento che ne racchiude otto: i bocciani portano a casa 50 mila euro per le manifestazioni storiche, 25 mila (e non 35 mila) per la festa dei Ceri di Gubbio, 200 mila per la disabilità, un totale di 100 mila euro per gli interventi per infanzia, minori e asili nido, 200 mila (e non 400 mila) per interventi per i soggetti a rischio esclusione sociale, 50 mila euro per la viabilità e altrettanti (nella versione originaria erano 150 mila) per lo sviluppo e la valorizzazione del turismo. I tagli? 75 mila dal turismo, 250 mila da sport e tempo libero, 250 mila a Sviluppumbria, 50 mila all’Aur, e altrettanti a Villa Umbra (in questi ultimi due casi i tagli ammontavano a 100 mila euro a testa). Rimodulate anche le risorse a favore dei comuni dove ci sono impianti idroelettrici: 300 mila euro andranno al turismo, un milione e cento mila euro all’ambiente e 600 mila alla viabilità. Ok anche all’emendamento che chiede alla giunta un coinvolgimento della Seconda commissione nella stipula dei protocolli con i suddetti Comuni per l’impiego delle risorse.

I 20 EMENDAMENTI PRESENTATI NEI GIORNI SCORSI

Le modifiche Per la felicità del segretario Leonelli poi viene ritirato l’emendamento che avrebbe cancellato lo stanziamento a favore della film commission, che verrà riattivata, e in più è stato approvato un ordine del giorno che impegna le istituzioni a trovare ulteriori risorse. Via libera anche per l’esenzione dal bollo dei veicoli ibridi (presentato da Rometti), per uno stanziamento di 35 mila euro a favore del Cesvol di Terni (Chiacchieroni, Solinas, Casciari), per l’assegnazione alla Comunità montana Alta Umbria ulteriori risorse per le bonifiche e per un incremento di un milione di euro per le case popolari, di 200 mila per la promozione e lo sviluppo delle attività sportive spostandoli dagli organi istituzionali, di 75 mila per il turismo spostandoli dalla quota interessi ammortamento mutui e prestiti obbligazionari e di 50 mila euro per l’agricoltura spostandoli sempre dalla stessa voce. In particolare queste ultime due modifiche sono state presentate dalla giunta che ha fatto così propri tre emendamenti presentati dai consiglieri di centrodestra e liste civiche. Niente da fare invece per 11 proposte (altre 16 sono state ritirate) tutte presentate da centrodestra e M5S con le quali si chiedevano, tra le altre cose, più soldi per trasporti, viabilità, barriere architettoniche, caccia e pesca e un aumento delle concessioni per gli imbottigliatori.

Ordini del giorno Martedì sono stati discussi anche 22 ordini del giorno, sette dei quali del Pd e ben 15 del M5S: oltre a quello sulla film commission, ok alla richiesta alla giunta di completare la ricostruzione necessaria dopo i terremoti del 1997 e del 2009, al sostegno alla genitorialità e alla famiglia nelle zone montane (originariamente era oggetto di un emendamento dei bocciani), al miglioramento dei servizi a favore dei pazienti autistici attraverso l’apertura di un tavolo apposito e all’adeguamento delle tariffe per le strutture extraospedaliere per disabili nonché al potenziamento dei controlli. Un ordine del giorno dei bocciani, approvato, si occupa anche dell’aeroporto in vista della scelta del nuovo presidente; una figura che non dovrà aver ricoperto negli ultimi 5 anni il ruolo di membro del cda di Sase.

Il dibattito Nel corso della lunghissima giornata è intervenuta anche la presidente Marini sostenendo che si tratta di «un bilancio serio che fa gli interessi degli umbri; un bilancio solido, prudenziale e senza nuove tasse, che ha come pilastri la centralità delle politiche di sviluppo, attraverso il cofinanziamento dei programmi europei e che ha welfare e coesione sociale come elementi fondamentali della crescita». Giudizio positivo anche del relatore di maggioranza Smacchi: «Non dimentichiamo – ha detto – che le manovre del governo hanno comportato per il 2016 un taglio complessivo di 250 milioni di euro. Malgrado questo, anche per il 2016, come negli ultimi dieci anni, si è scelto di lasciare invariata la pressione fiscale e confermare le agevolazioni ed esenzioni. Tentiamo di ridurre al minimo i tagli delle risorse per le politiche sociali e facciamo scelte importanti su trasporti e turismo». Di tutt’altro avviso l’opposizione di centrodestra (in mattinata Ricci aveva annunciato che non i consiglieri non avrebbero fatto sponda ai bocciani): il leghista Mancini ha parlato di un «bilancio molto rigido, che non dà grosse speranze all’Umbria, quindi insoddisfacente. Gli emendamenti presentati da una parte del Pd, per entità economica e portata politica, ne fanno in sostanza una vera e propria mozione di sfiducia mascherata. Ma da soli non bastano a risolvere la situazione». «Quello che abbiamo davanti – ha detto poi il forzista Raffaele Nevi – è un bilancio fotocopia, senza prospettive di futuro. Occorre uscire da questa situazione per dare un maggiore segnale di attenzione all’esterno, ai problemi della comunità».

Twitter @DanieleBovi

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