Niente garante dei detenuti. Un’altra mezza mattinata persa in consiglio regionale, con l’Assemblea che non ha raggiunto il quorum di 21 voti previsto per l’elezione del ‘Garante dei detenuti e delle persone sottoposte a misure limitative delle libertà personali’. Il nuovo voto sui 10 nomi dei candidati a questo ruolo, previsto da una legge regionale del 2006, è stato rinviato alla prossima seduta.
Il risultato L’esito del voto è stato: 16 Carlo Fiorio, 12 bianche, 1 Monica Lorenzin, 1 Francesco Dell’Aira, 1 nulla. Non essendo stato raggiunto il quorum necessario, fissato in 21 voti, nessuno dei candidati è risultato eletto. Dopo il voto, la Conferenza dei capigruppo ha stabilito di rinviare alla prossima seduta del Consiglio regionale il nuovo voto a scrutinio segreto per l’individuazione del Garante. Questi i nomi dei dieci candidati tra cui l’Aula potrà scegliere il nome del garante: Stefano Anastasia, Martina Barro, Francesco Dell’Aira, Carlo Fiorio, Sonia Gallo, Olga La Donna, Monica Lorenzini, Giuseppe Melchiorre Napoli, Francesco Petrelli, Maurizio Ulacco.
Chi è il garante Nelle sedute precedenti Oliviero Dottorini (presidente I Commissione) ha ricordato i compiti che la legge assegna al garante dei detenuti: assumere iniziative affinché ai detenuti vengano erogate le prestazioni relative al diritto alla salute, alla qualità della vita, all’istruzione, alla formazione professionale, alla reintegrazione e al reinserimento sociale; segnalare eventuali fattori di rischio o di danno per i detenuti; proporre l’adozione di opportune iniziative agli organi di vigilanza; proporre agli organi regionali l’adozione di atti normativi mirati a garantire i diritti dei soggetti interessati; proporre iniziative di informazione e sensibilizzazione sul tema dei diritti delle persone sottoposte a misure limitative della libertà personale. «Si tratta – ha evidenziato – di una figura di garanzia a tutela dei detenuti, ma anche un faro in grado di gettare luce su una problematica che spesso viene trascurata, quella appunto della situazione delle carceri italiane e regionali».
Dibattito Orfeo Goracci ha condiviso «i contenuti della relazione svolta da Dottorini e aggiungo che l’istituzione regionale deve dare un segnale di civiltà verso l’universo carcerario nominando il garante». Per Damiano Stufara (Prc), ch sottolinea come «dalle mie visite ispettive nelle carceri umbre mi sono reso conto di quanto quei luoghi siano lontani dal dettato costituzionale», «l’innalzamento del quorum previsto per l’elezione del garante ha creato di fatto un ostacolo alla sua elezione». Il leghista Gianluca Cirignoni evidenzia come «la nostra legge sul garante dei detenuti è del 2006, una legge superata e fallimentare che non ha prodotto nulla. Una legge che forse mirava soltanto a garantire una ‘poltrona’ in più». Manlio Mariotti (Pd) afferma che «al di là dell’elezione del garante ritengo che come Assemblea legislativa dovremmo attivare un punto d’ascolto sul ‘Pianeta carcere umbro’, con tutti i soggetti coinvolti, per dare il nostro, doveroso, contributo», mentre Raffaele Nevi (Pdl) vede nel garante «un segnale di attenzione che parte dall’Umbria. Il soggetto da individuare – aggiunge – non dovrà ovviamente essere politicizzato, ma con le competenze giuste». Secondo la capogruppo Udc Sandra Monacelli «questo argomento non potrà essere concluso con la nomina del garante, perché non basta questa nomina per lavarci la coscienza». Infine, Andrea Lignani Marchesani (Fdi), per il quale «i garanti delle carceri sono per legge e norma i consiglieri regionali, i quali possono visitare direttamente le carceri e rendersi conto di persona delle condizioni reali delle strutture» e «nominare un soggetto che sostituisce di fatto le funzioni dei consiglieri regionali non è opportuno».
