di Daniele Bovi
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I vitalizi da pagare agli ex consiglieri regionali costeranno nel 2013 239 mila euro in più. La cifra è contenuta nel bilancio di previsione 2013 dell’assemblea regionale arrivato in questi giorni a palazzo Cesaroni. Complessivamente sotto la voce «Ripiano del bilancio del Fondo di previdenza» finiscono 2.912.770 euro contro i 2.673.600 del 2012. Un aumento che si deve a due fattori: l’adeguamento Istat del 2,7% (l’inflazione) e 218 mila euro di contributi in meno versati a seguito del taglio delle indennità. In sintesi si tratta della differenza tra quanto versato dagli ex consiglieri e quanto percepiscono realmente. Una cifra che è lievitata nel corso degli anni: da 1,7 milioni del 2007 per arrivare ai 2,5 del 2010 e ai 2,6 del 2011. Per il resto, il bilancio vergato dall’Ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni è all’insegna della morigeratezza e dei tagli per quasi tutte le voci.
Bilancio da 20 milioni Complessivamente le uscite ammontano a 20,438 milioni di euro, 1,6 in meno rispetto al «bilancio previsionale assestato» del 2012; una cifra più alta se si guarda al bilancio preventivo per il 2012 distribuito dal presidente Eros Brega nei mesi scorsi in una conferenza stampa e che ammontava a 21,2 milioni. Un calo comunque significativo se si considera che il consuntivo 2010 ammontava a oltre 23 milioni e quello 2011 a 21,7. Con i tagli applicati le indennità dei consiglieri costeranno 553 mila euro in meno, più 67 mila che arrivano dall’abrogazione dei rimborsi per i trasporti. Una voce per mesi nell’occhio del ciclone, visti gli scandali nazionali, è quella relativa alle spese per il funzionamento dei gruppi.
I tagli ai gruppi Con la sforbiciata voluta da Monti si passa da 1,441 milioni a 1,171: la differenza è «pagata» interamente dalle spese per il funzionamento. Quella per il personale dei gruppi (i cosiddetti portaborse) rimane infatti uguale (971 mila euro) perché i contratti in essere non si possono stracciare. I contributi per le attività «istituzionali» sono invece composti da due quote: 155 mila euro (come vuole il decreto 5 mila euro moltiplicati per i 31 consiglieri) più altri 44 mila euro (5 centesimi di euro per ogni abitante dell’Umbria). Totale 198 mila da dividere nel 2013 contro i 489 mila del 2012: un taglio del 60%. Secondo i calcoli di Umbria24 ad esempio il gruppo Pd con 13 consiglieri prenderà 83 mila euro contro i 144 mila del 2012 (-40%). Il Pdl (sei membri) 38 mila invece che 86.400, i tre Fratelli d’Italia 19 mila, i due dell’Idv 12.774 invece che 38.400, i tre socialisti (da poco si è unito Carpinelli) 19 mila. Niente soldi invece per i monogruppi, «salvo quelli che abbiano conseguito seggi in collegamento a liste provinciali di candidati alle elezioni». Cifre che scenderanno ulteriormente a partire dal 2015: con la prossima legislatura infatti i consiglieri scenderanno da 31 a 21 (20 più il presidente).
Missioni e personale Cresce invece di settemila euro (da 13 a 20 mila) il capitolo «missioni consiglieri regionali». Dal 2013 tagliate di 492 mila euro le spese di funzionamento: in particolare quelle per le manutenzioni (-366 mila euro), spese informatiche (40 mila euro) e acquisto di attrezzature (20 mila euro). Invariate le spese per studi e consulenze così come quelle per rappresentanza (25.620 euro) mentre passano da 50 a 70 mila quelle per «l’assemblea dei presidenti». Lungo capitolo è quello dedicato al parco auto, molto modesto, del consiglio regionale: qui il governo (tramite il decreto 95 del 2012) ha imposto un taglio del 50% rispetto al 2011 che porterebbe la cifra complessiva a poco più di 21 mila euro. Soldi che «non permetterebbero – è scritto nel bilancio – neppure l’utilizzo, da parte del presidente del consiglio, dell’auto di servizio ad esso riservata per tutti i 12 mesi dell’anno».
Parco auto E così, partendo da questo dato di fatto e aggiungendo che il presidente vive a Terni, che è «presidente della Conferenza dei presidenti dei consigli regionali», che la Corte costituzionale ha spiegato in una recente sentenza che i limiti alle spese devono essere rispettosi dell’autonomia degli enti locali, si mantiene la cifra ai 42 mila euro del 2012. Oltre a quella del presidente ci sono altre due auto: una di servizio «destinata alle missioni e ai compiti di istituto dei membri dell’Ufficio di presidenza»; l’altra invece serve al trasporto di materiali tra le varie sedi del consiglio e i magazzini e «alle trasferte del gonfalone in occasione di cerimonie pubbliche». Una quarta auto è ferma e si procederà con la vendita. Sforbiciate anche per i costi relativi al personale (-168 mila euro), compreso quello degli uffici di supporto (-22 mila euro), per il Corecom (-59 mila euro) e per l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (-30 mila euro).
