Da sinistra Baldini, Pasquali e Bernardini

di Daniele Bovi

«Vogliamo rinnovare e guardare al futuro: con noi non si torna indietro bensì si guarda avanti e ci si radica nei territori». Sandro Pasquali, sindaco di Passignano, risponde così ai giornalisti che gli chiedono perché – andando oltre i personalismi – al prossimo congresso regionale del Pd un militante dovrebbe votare lui e non lo sfidante, Carlo Emanuele Trappolino.

La presentazione Pasquali, appoggiato dai maggiorenti del partito e nettamente favorito, ha presentato martedì la sua candidatura nella sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni. Accanto a lui i candidati per il partito provinciale di Perugia (Lodovico Baldini) e per quello di Terni (Damiano Bernardini). Baldini, 61 anni in forze all’Usl 2, è stato sindaco di Valtopina e tra i fondatori del partito nel suo territorio; Bernardini è invece il primo cittadino di Baschi. «Non è un caso – ha detto Pasquali – che siamo tutti amministratori. Il Pd amministra tanti territori, spesso protagonisti più delle città, e là dove c’è stata capacità di governo cerchiamo di metterla a sistema».

Passione dem La mozione guidata da Pasquali, 44 anni, si chiama «Passione democratica» e si propone di «proseguire il processo rinnovamento, generosità e condivisione che a partire dai territori ha permesso un ritorno del Pd». Finora il lavoro fatto è stato «determinante» ma adesso occorre «uno slancio per rafforzare il governo della regione, delle città e in prospettiva per arrivare dove non siamo al governo». Un partito che vuol ripartire da territori, iscritti e da ciò che «ha portato alla vittoria in alcune città umbre e in Regione, ovvero di continuare a innovare, rinnovare ma soprattutto a essere aperto e inclusivo con tutte le forze di coalizione».

CASA DEMOCRATICA CANDIDA TRAPPOLINO, BURICO E SPINELLI

Le questioni E quindi l’obiettivo è quindi quello di allargare ulteriormente il Patto avanti, essendo «da un lato a supporto dell’azione regionale di governo e dall’altro di stimolo, perché – ha detto Pasquali – il partito deve tornare a occuparsi di questioni fondamentali come lavoro, pace, gestione dei trasporti, sanità. E in questo congresso bisogna quindi che si parli di attività, di azioni nei territori e di politica». Pasquali vuole un partito in grado di intercettare i bisogni ma anche i «sogni», dato che «spesso il dibattito si è appiattito sul qui e ora; certi temi legati anche alle ineguaglianze della società dobbiamo rimetterli al centro». Un sindaco che si presenta anche come tessitore: «Anni fa il nostro Comune è andato al centrodestra perché litigavamo. Ci sono voluti anni e un grande lavoro di tessitura; capacità che posso mettere a disposizione».

I provinciali Il 37enne Baldini, anche lui con alle spalle una lunga militanza, ha sottolineato che il congresso dovrà «rimettere al centro la comunità del Pd, gli iscritti, gli amministratori, senza dimenticare di rimettere il Pd al centro della comunità». Per quanto riguarda il regionale «dobbiamo continuare sul cammino già tracciato, mentre a Terni dobbiamo tornare a essere protagonisti. Ho letto che non basta vincere, ma poi se non vinci ci ritroviamo con Tesei e Bandecchi». «Siamo il primo partito in Umbria – gli ha fatto eco Baldini – ma c’è ancora molto da fare a partire dalle Province, che non possono essere delle scatole vuote». Giovedì saranno depositate le liste a sostegno di Pasquali, mentre subito dopo i referendum i circoli inizieranno a votare».

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