Giocopetti e Miccioni

di Daniele Bovi

Due incarichi affidati nel 2015 dal presidente di Umbra Acque Gianluca Carini a Filippo Calabrese, fratello dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Perugia Francesco Calabrese. In totale si tratterebbe di oltre 30 mila euro. È quanto denunciato lunedì mattina nel corso di una conferenza stampa dal consigliere comunale del Pd Leonardo Miccioni affiancato dal segretario comunale Francesco Giacopetti. Ma la replica del diretto interessato arriva poco dopo: «Si tratta di 19 mila euro e la paretela non c’entra, pronto a querelare».

Dimissioni Miccioni nel corso della conferenza stampa ha spiegato di aver chiesto a Umbra Acque i documenti sul caso dopo che questo era stato segnalato all’interno del partito. «Sul piano giuridico – hanno spiegato i due – non sembra esserci nulla di rilevante, mentre sul piano etico e politico riteniamo sia un comportamento inopportuno». Miccioni e Giacopetti chiedono le dimissioni sia di Carini, «uomo vicino alla lista ‘Progetto Perugia’ che ha sostenuto il sindaco Romizi», che dell’assessore Calabrese, e domandano se il presidente e il sindaco siano a conoscenza di quanto successo. «Sono – attacca il consigliere dem – incarichi e spartizioni tra chi ha vinto le elezioni che riteniamo gravi per molti motivi». Uno di questi riguarda l’ordine del giorno, presentato nel 2011 dall’allora opposizione di centrodestra, riguardo alla politicizzazione delle partecipate. Un documento appoggiato all’epoca dalla maggioranza «e proprio sulla base di questo – ricorda Miccioni – furono interrotte le sponsorizzazioni da parte delle società. Eravamo d’accordo allora con quel documento e lo siamo oggi. Chi ricopre un incarico elettivo dovrebbe tener conto di opportunità e regole non scritte».

L’ordine del giorno Sul caso Miccioni lunedì ha depositato un ordine del giorno «che chiederò a tutti, sia gruppi di maggioranza che di opposizione, di firmare». Nel documento, che ha come oggetto «Incarichi a professionisti in società partecipate», non si fa menzione del nome di Filippo Calabrese (si parla di «due incarichi a un professionista della città di Perugia, il quale è il fratello e socio di un assessore di questa giunta comunale»), bensì si ricostruisce l’assetto societario di Umbra Acque, della quale il Comune detiene il 33 per cento, si ricordano le linee guida approvate nel 2012 dal consiglio comunale a proposito dei rappresentanti del Comune nelle società e si lamenta la mancanza, sul sito internet dell’azienda, di informazioni sugli incarichi conferiti. Tutti motivi per cui si impegnano sindaco e giunta a riferire in consiglio e a far applicare le linee guida e a fornire tutti i documenti su incarichi e compensi affidati da Umbra Acque nel 2015.

La replica: «Fango» Filippo Calabrese, chiamato in causa, non ha tardato a replicare. «L’imbarbarimento della lotta politica – scrive in una nota – non può consentire a nessuno di arrivare a gettare fango fuori da quel perimetro, non ne sono parte e, soprattutto, non ne è parte la mia professione. A metà del 2015 – spiega poi – ovvero oltre un anno da quando insediato il nuovo Presidente (che peraltro non ha responsabilità di gestione), mi sono stati affidati due incarichi particolarmente impegnativi e delicati, uno di natura contenziosa. Non entro nel loro merito per non violare obblighi deontologici di riservatezza, ma in ogni sede ritenuta necessaria, compresa quella comunale, potranno essere valutati sino a loro esito ormai definito, di certo e considerevole vantaggio, anche patrimoniale, per Umbra Acque S.p.a. (e del Comune di Perugia che ne detiene il 33% delle quote). Sono false le cifre divulgate nella conferenza stampa tenuta da due esponenti del Pd questa mattina, i compensi professionali richiesti per questi due incarichi, applicando il minimo tariffario, sono di circa 19 mila euro complessivi dei quali, allo stato, pagati circa 6 mila. Così come è falso definirmi “socio” di mio fratello Francesco, da quando ha assunto l’incarico di assessore, mi sono dovuto aprire la mia personale partita Iva, con la quale esercito la mia professione, lui da subito assorbito dal nuovo impegno pubblico che ciascuno può valutare quanto intenso».

«Stesso criterio ovunque» Quindi, Calabrese si rivolge a Miccioni, che ha inoltrato ad Umbra Acque S.p.a. l’istanza di accesso riferita agli incarichi professionali degli ultimi due anni. «Intanto – dice – attenda, come pure gli era stato già comunicato, che gli pervengano dati corretti (una prima strana risposta aveva trasmesso, oscure le ragioni, dati non veritieri), ma poi si spinga oltre e chieda, con analoga istanza di accesso, a tutti gli organismi pubblici partecipati dal Comune di Perugia, nonché alle società a prevalente capitale pubblico, quali incarichi legali assegnati negli ultimi cinque anni, con quali (ben altri) corrispettivi. Quando otterrà quegli elenchi, potrà verificare se vengono puntualmente applicati i dovuti principi di pubblicità e rotazione, oltre che di economicità, per i professionisti che vi lavorano. Potrebbe persino accorgersi che proprio la mia è stata una corretta eccezione alla regola di monopolio e inamovibilità degli stessi e soliti professionisti. Con il quadro che potrà osservare, valuterà se esigere l’applicazione di quei principi».

Si valutano querele «Messa in piazza la mia professione – conclude Filippo Calabrese – malamente additata con sospetti favori di casta politica (invece, almeno quei due risultati dovrebbero dimostrare qualche merito professionale), sino alla denigrazione di riferimenti falsi, mi pare inevitabile valutare tutte le iniziative di tutela che servono. Chi cerca le dimissioni di mio fratello (osservo che è un refrain che torna ogni volta puntuale), si cerchi altri argomenti, non coinvolga la mia persona e professione, che certamente non sgradirebbe riuscissero una volta per tutte ad ottenerle».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “Perugia, Pd accusa: «Incarichi al fratello dell’assessore Calabrese». La replica: «Solo fango»”

  1. Beh, allora sul piano etico che il “direttore” della locale scuola di formazione teatrale ovvero CUT, plurifinanziata da corsi regionali gestiti coi fondi dall’Europa( ultimo bando rintracciabile 300.000 eu) sia Roberto Ruggieri, “fratello minore” del “direttore artistico” del locale Teatro stabile dell’Umbria Franco Ruggieri( il più longevo in Italia attualmente, quasi 26 anni ), dallo stipendio di 150.000 eu annuali, mi sembrerebbe altrettanto scorretto, non trovate tutti? anche perché sugli stessi il controllo pubblico è quasi inesistente! Ed entrambi sono come dire inamovibili…

    1. Il sig. Calabrese è un professionista come ce ne sono migliaia, diverso è parlare di artisti o direttori artistici….non tutti lo sanno fare e lei lo sa bene, se ci sono anomalie le denunci ma se non erro lei ha in gestione una sala da un millennio…..

Comments are closed.