di Daniele Bovi
Venerdì nella sede della giunta regionale è ufficialmente iniziata la partita del destra-centro in vista delle amministrative di giugno, quando al voto andranno oltre 60 Comuni. Intorno a un tavolo, oltre a presidente e alcuni assessori (parte della riunione è stata dedicata al delicato tema dei rifiuti), i coordinatori di partiti e liste civiche che compongono la coalizione.
Perugia Al centro dell’attenzione ovviamente gli scenari che riguardano i Comuni più grandi e politicamente pesanti, ma anche il metodo di lavoro e le competenze dei diversi livelli di partito, come quelli regionali e provinciali. A quelli nazionali toccherà certamente occuparsi di Perugia: qui il nome sarà indicato da FdI e le ipotesi sono sostanzialmente quelle dell’assessora Margherita Scoccia e del presidente del consiglio regionale Marco Squarta. Nomi e scenari (la Lega punta sull’assessore Luca Merli) dei quali si discuterà a breve nel corso di un tavolo comunale della coalizione, nel quale si specificherà che nell’ipotetica giunta FdI lascerà ampio spazio ai civici. Sullo sfondo c’è infatti sempre il dossier Progetto Perugia, la lista più votata nel 2019 dove l’assessora Edi Cicchi è tra i nomi più caldi per una possibile candidatura. E proprio la rottura dell’attuale coalizione è lo scenario auspicato da alcuni dentro il Pd.
A FOLIGNO BANDECCHI SCHIERA PRESILLA
Gli uscenti Tra i concetti espressi venerdì anche quello che riguarda gli uscenti, da ricandidare a meno di conclamati sfaceli. E quindi a Foligno e Marsciano (dove il 22 si terranno le primarie del centrosinistra) si ripartirà rispettivamente da Stefano Zuccarini e Francesca Mele, entrambi leghisti. A Orvieto alla fine dovrebbe reggere il bis di Roberta Tardani, ex forzista transitata nella Civitas di Paola Agabiti e insidiata a destra dall’ex comandante della stradale Stefano Spagnoli, considerato un candidato competitivo. A Bastia Umbra FdI e soci devono addentrarsi nel ginepraio politico provocato dalla spaccatura del 2019: a governare qui è la sindaca Paola Lungarotti, appoggiata da FdI e FI, mentre la Lega è all’opposizione; per ricandidarla, e allontanare così lo spettro di una Terni bis, occorreranno ago, filo e pazienza.
Gli altri In altri casi come Gubbio e Spello, dove governa il centrosinistra, l’idea è quella di affidarsi a figure civiche. Spostando invece l’attenzione sull’area del Trasimeno – sostanzialmente l’ultima roccaforte di Pd e alleati – per quanto riguarda Castiglione del Lago sono in pochi a credere di riuscire a scalzare il dem Matteo Burico, pronto a ricandidarsi appoggiata da un centrosinistra largo. A Magione invece, dove sta per concludersi il decennio di Giacomo Chiodini, il destra-centro per conquistare il Comune punterà con tutta probabilità sul consigliere regionale Eugenio Rondini. Tra poco più di una settimana si entrerà nel vivo della discussione, che venerdì ha toccato anche un tema come la legge elettorale regionale, da ritoccare secondo alcuni così da far entrare in aula i supplenti al posto dei consiglieri scelti per un assessorato.
