di Daniele Bovi

Anche se il capitolo Umbria va ancora affrontato, nel destra-centro nazionale si è ufficialmente aperto il capitolo regionali. Giovedì, infatti, alla Camera è andato in scena un primo vertice tra FdI, Lega e FI e gli altri alleati; al tavolo Maurizio Gasparri e Francesco Battistoni per Forza Italia, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli per Fratelli d’Italia, Roberto Calderoli per la Lega, Maurizio Lupi e Alessandro Colucci per Noi Moderati, Lorenzo Cesa per l’Udc. Un primo incontro al quale seguirà quello, più importante, in programma la prossima settimana quando dovrebbero partecipare i big dei partiti Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.

In cinque al voto Nel 2024 saranno in tutto cinque le Regioni al voto, ovvero Abruzzo, Piemonte, Basilicata, Sardegna e Umbria. Una data unica non c’è. La giunta regionale abruzzese venerdì ha ufficializzato che le urne si apriranno il 10 marzo, giorno in cui potrebbero accodarsi anche Basilicata e Sardegna, mentre in Piemonte il mandato del forzista Alberto Cirio scade a giugno. Quanto all’Umbria, invece, nel 2019 si votò il 27 ottobre e, salvo slittamenti, le urne nel Cuore verde potrebbero aprirsi domenica 27 e lunedì 28 ottobre. Chi sarà il candidato o la candidata però non è ancora chiaro.

Tavolo romano La presidente Donatella Tesei ovviamente punta a ottenere un bis sostenuta dalla Lega che, anche in occasione del congresso regionale tenutosi la scorsa settimana, è tornata a far quadrato intorno all’inquilina di Palazzo Donini. La partita si giocherà soprattutto sui tavoli romani in cui andranno trovati incastri e compensazioni anche alla luce degli attuali equilibri: da tempo, infatti, i rapporti di forza interni si sono completamente ribaltati a favore di FdI. E allora ecco il quadro.

IL NEO SEGRETARIO MARCHETTI: «SI RIPARTE DAGLI USCENTI»

Il quadro In Sardegna Christian Solinas, appoggiato dalla Lega traballa fortemente date le perplessità degli alleati sulla figura del presidente uscente (in fondo alla classifica del gradimento secondo l’ultimo sondaggio del Sole24Ore), tanto che sul tavolo ci sarebbero almeno cinque ipotesi diverse, come il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu (FdI) e i forzasti Pietro Pittalis, Alessandra Zedda e Settimo Nizzi. In Piemonte salvo improbabili sorprese la strada per l’uscente Cirio sembra spianata, così come in Abruzzo per Marco Marsilio (FdI). Ancora da decidere invece il destino del forzista Vito Bardi, alla guida della giunta lucana.

Chi governa le Regioni Tenendo conto di tutte le regioni, al momento la Lega governa vere e proprie potenze come Veneto, Lombardia, oltre a Umbria, Sardegna e Friuli. FdI è al comando in una grande realtà come il Lazio e in due minori come Abruzzo e Marche; Forza Italia invece governa in Piemonte, Calabria, Sicilia e Molise. Sarà anche tenendo conto di questo scenario e degli attuali rapporti di forza che si proverà a risolvere il rebus umbro, dove a giugno si voterà per le comunali. Su questo fronte giovedì l’indicazione è stata quella di puntare in primis sugli uscenti. A Perugia invece, dove si sta per concludere il decennio di Andrea Romizi, FdI sembra voler puntare sull’assessora Margherita Scoccia.

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