Il deputato del Pd Walter Verini si dice disposto a candidarsi a sindaco di Città di Castello purché la sua sia una candidatura unitaria del centrosinistra. Solo se, insomma, la sua figura possa aiutare a superare le contrapposizioni e non porti, invece, a nuove battaglia “tattiche” da giocare, magari, attraverso le elezioni primarie.
Avviare un cambiamento «Città di Castello non può permettersi di perdere una occasione: quella di avviare un cambiamento in un momento di grave crisi economica e sociale e di farlo unendo tutto il centrosinistra e tutta la città, la politica e la società». Lo ha affermato Verini, intervistato dall’emittente locale Tele Radio Gubbio.
Bisogna «cucire» «In questi ormai due decenni la città è stata più debole anche perché il centrosinistra era diviso – ha proseguito Verini – e oggi, attorno ad un programma di innovazione, occorre trovare una sintesi tra tutte le anime, con tenacia e pazienza, contribuendo a sostenere una nuova fase di sviluppo della città nel quadro di un Umbria che ha bisogno di innovazione e cambiamento». «Il Pd – ha proseguito il parlamentare – è impegnato a fare questo da mesi e mi auguro che i suoi sforzi proseguano con coerenza anche negli ultimi cento metri. Quanto alle candidature – ha aggiunto Verini – da tempo sto sostenendo la necessità di individuare figure che possano “cucire”, sintetizzare le diverse anime del centrosinistra. E penso, naturalmente, a figure che non siano state in schieramenti contrapposti in tutto questo decennio: è difficile e comprensibile, che chi è stato all’opposizione possa accettare di essere guidato da chi ha governato ed è altrettanto difficile che chi ha governato possa accettare di essere guidato da chi per dieci anni si è duramente opposto».
Disponibile se unisco «Quanto a me – ha aggiunto Walter Verini – ho spiegato a tutti che i miei impegni politici, lavorativi, familiari non mi hanno mai fatto pensare a una mia candidatura a sindaco. In queste settimane e mesi, mi è stato spiegato con insistenza e a tutti i livelli, che forse una figura come la mia avrebbe potuto aiutare a sbloccare la situazione, a unire il centrosinistra. Voglio molto bene alla mia città e davanti a questa insistenze, se davvero la mia figura potesse aiutare a sbloccare la situazione, ho dichiarato la mia disponibilità, a queste condizioni, a prendere in considerazione una indicazione unitaria del centrosinistra».
No alle conte «Tutto qui – ha concluso Verini – il quadro è molto chiaro. Le primarie sono una cosa molto seria, soprattutto quando sono preparate bene e da mesi come a Torino, perciò suggerirei di non usarle tatticamente. Altrimenti anche uno strumento serio come questo rischia di essere usato molto male, con gravi rischi di divisioni e di dannosissime “conte”, che la città non si merita».

