
di A.B.
La corsa alla poltrona di primo cittadino del comune di Città di Castello non può ridursi ad un Palio di cavalli in cui, ancor prima della partenza, i fantini chiusi tra i canapi, alternano trattative sottobanco a stizzite nerbate. Così il deputato del Pd Walter Verini ha aperto lunedì mattina la sua conferenza stampa, indetta poco prima di ripartire alla volta di Roma, al fine di fare un appello alla politica e a tutto il centrosinistra tifernate.
Serve una nuova stagione «Città di Castello non ha bisogno di questo genere di giostre, alle quali – dice – peraltro non mi iscrivo, proprio perché così facendo la politica rischia di allontanare ulteriormente i cittadini; sono altresì disponibile a dare un contributo purché si smetta con il toto-sindaco e si cambi registro puntando su due fattori irrinunciabili: inaugurare una nuova stagione per la città e al contempo tenere unito il centrosinistra».
Progetto largo e partecipato Il braccio destro di Veltroni, dunque, fa un vero e proprio appello per recuperare lo spirito che aveva contraddistinto l’ultimo congresso comunale del suo partito che, proprio da quelle priorità, intendeva ripartire. Ma la politica è materia fluida e a pochi giorni di distanza il centrosinistra pare aver già smarrito la bussola. Verini invita dunque i partiti a fare un passo indietro sulle candidature e auto-candidature di bandiera e un passo avanti, invece, sul fronte della creazione di un progetto largo e partecipato che sappia esprimere le migliori energie, fuori e dentro i partiti, che faccia emergere il volto migliore della città, aperto ai cittadini e aperto al futuro.
Bacchetta non rappresenta la nuova stagione In tal senso le riflessioni fatte da Verini sono apparse come una esplicita riserva nei confronti della candidatura del prosindaco socialista Bacchetta, «la cui figura politica non appare sufficientemente capace – secondo il deputato – di rappresentare una nuova stagione programmatica e garantire l’unità di tutto il centrosinistra. Quello che ha mi sta a cuore – ha in fine concluso il deputato tifernate – è avere l’ambizione di dare risposte inedite e coraggiose che sappiano essere all’altezza delle sfide che ci aspettano e quindi un programma che rilanci ancora di più la città e possa individuare una figura e una squadra che uniscano esperienza e rinnovamento generazionale, competenze e apertura alla società». Verini dunque non annuncia e non smentisce la sua candidatura ma fa capire chiaramente che per archiviare quindici anni di spaccature interne c’è bisogno di discontinuità e coraggio. Merce rara anche nel suo partito.
