Catiuscia Marini a Villa Umbra

Un «patto istituzionale di legislatura», che superi il tradizionale metodo della concertazione allargata, e che punti a far tornare l’intero sistema delle autonomie locali «protagonista attivo» delle politiche generali della Regione. È quanto ha proposto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ai rappresentanti di Province e Comuni dell’Umbria incontrati nella sede della Scuola umbra di amministrazione pubblica a Villa Umbra a Pila, e invitati per svolgere un confronto utile per la predisposizione delle linee programmatiche di legislatura, cui hanno partecipato anche gli assessori Antonio Bartolini, Luca Barberini e Giuseppe Chianella. Analoghi incontri sono previsti nei prossimi giorni anche con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali.

Stop concertazione La presidente Marini, nel corso del suo intervento, ha sostenuto che «dovremmo costruire un modo nuovo di confronto e concertazione, che superi il vecchio schema del ‘tavolo generale’, e si concentri su specifici obiettivi, sia per realizzare un confronto più di merito, ma anche al fine di poter valutare nel corso del tempo i risultati che via via dovranno essere raggiunti». Una «congiuntura favorevole» – per Catiuscia Marini – è poi quella che vede la coincidenza nel prossimi quinquennio della legislatura appena iniziata con il periodi di operatività della programmazione comunitaria: «questa coincidenza – ha affermato – ci consentirà l’opportunità di poter condividere un nuovo metodi di confronto che ci aiuterà a superare le criticità emerse nel corso della precedente legislatura e con il vecchio metodo della concertazione generalizzata».

Il nuovo assetto Sulle specifiche questioni che riguardano il sistema istituzionale regionale e locale la presidente Marini, richiamando l’attenzione sulla proposta del “patto di legislatura”, ha indicato due principali questioni: «abbiamo di fronte a noi innanzitutto il tema della sostenibilità del sistema della pubblica amministrazione regionale – ha affermato la presidente – anche in vista del nuovo assetto delle Province, che non può essere certo vissuto solo per la questione della collocazione del personale. In secondo luogo, Province e Comuni devono a mio giudizio tornare a svolgere fino in fondo un ruolo attivo e da protagonisti, soprattutto per ciò che riguarda la programmazione strategica e tutte le azioni che sono già indicate nei tre Programmi operativi regionali che la Commissione europea ci ha approvato. Ciò affinché come sistema istituzionale regionale si possa essere maggiorente incisivi sulle condizioni di crescita e di sviluppo territoriale. Su tali questioni – ha concluso – potremmo anche ipotizzare la costituzione di due ‘cabine di regia’ per un più attento e costante monitoraggio».

Emergenza risorse La maggior parte dei sindaci intervenuti ha manifestato apprezzamento innanzitutto per il metodo del confronto, anche se diversi di loro hanno posto con forza la necessità di una positiva collaborazione istituzionale con la Regione, essendo diverse le emergenze istituzionali, a cominciare dalla questione del nuovo assetto delle Province, fino alla scarsezza di risorse pubbliche ed alla conseguente difficoltà nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

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