Un'aula del tribunale di Spoleto (foto archivio Fabrizi)

di C.F.

«Irricevibile e grottesca». Così l’Ordine degli avvocati di Spoleto definisce la proposta dell’Anm (associazione nazionale magistrati) sulla «chiusura degli uffici con meno di dieci pubblici ministeri e trenta giudici» al fine di «destinare più risorse umane ed economiche agli uffici con maggiori sofferenze» così «da migliorare l’efficienza e la qualità del servizio». Uno schema, questo, che farebbe saltare tribunale e procura della Repubblica non soltanto a Terni, ma anche a Spoleto. In questo quadro, segnato anche dalle rassicurazioni del governo nazionale, si inserisce anche il consigliere regionale Stefano Lisci (Pd), annunciando «una mozione per impegnare la giunta regionale ad attivarsi presso tutte le sedi competenti» allo scopo di «contrastare le ipotesi di chiusura emerse negli ultimi giorni».

L’eventuale attuazione della nuova geografia giudiziaria proposta dall’Anm implicherebbe il taglio degli uffici giudiziari di Spoleto, ossia «i secondi del Distretto (umbro, ndr) per estensione territoriale e numero di procedimenti penali e civili», è scritto in una nota dell’Ordine degli avvocati di Spoleto. Il presidente Pietro Morichelli, dunque, evidenzia come «il complesso giudiziario spoletino rappresenti la spina dorsale dell’organizzazione del Distretto, di cui ha riequilibrato la funzionalità», comprendendo anche «il principale ufficio di Sorveglianza sovrintendente a tre istituti carcerari» ed essendo «articolato a sua volta in quattro mandamenti di giudice di pace (Todi, Foligno, Spoleto, Norcia)».

Non sfugge a nessuno, Ordine degli avvocati di Spoleto compreso, che la proposta dell’Anm metterebbe a rischio «la permanenza della stessa Corte d’Appello di Perugia», motivo per cui per Morichelli lo sforzo dovrebbe andare in direzione opposta, ossia verso «il consolidamento dei tribunali di Spoleto e Terni», considerato «il vero elemento di garanzia» per la Corte d’Appello di Perugia. 

In questo quadro, si inserisce l’indicazione netta che arriva dall’Ordine di Spoleto: «Regione e parlamentari di tutti i partiti pensino a esigere l’immediato incremento degli organici di Spoleto, che sono stati conteggiati con clamoroso errore nel 2014, chiedendo subito quattro magistrati giudicanti in più (rispetto ai 16 attuali), due magistrati requirenti in più (rispetto ai sei attuali) e più personale amministrativo, che resta tenuto in una sottodotazione inspiegabilmente punitiva».

E in questa direzione si muove anche Lisci che, annunciando una mozione a difesa del tribunale e della procura della Repubblica di Spoleto, sottolinea come la finalità della sua iniziativa in consiglio regionale non sia soltanto «scongiurare ogni ipotesi di chiusura dei tribunali minori e in particolare modo di quello di Spoleto», ma anche a far sì che la giunta regionale si faccia «promotrice presso gli enti competenti per prevedere il potenziamento della pianta organica del tribunale di Spoleto».

Quindi un passo indietro: «Già in occasione della precedente riforma delle circoscrizioni giudiziarie, avvenuta nel 2012, il tribunale di Spoleto – ricorda Lisci – aveva rischiato la soppressione, scongiurata grazie all’impegno di tanti e in particolare dell’allora senatore e avvocato Domenico Benedetti Valentini. Da allora, però, gli uffici di Spoleto, pur avendo ottenuto una competenza su una popolazione di circa 220 mila abitanti, non hanno visto mai – sottolinea Lisci – l’adeguamento della pianta organica alle reali esigenze, senza dunque un allineamento del numero dei giudici togati e dei procuratori ai tribunali di pari dimensioni», ma soprattutto del personale amministrativo. «Per questo, per ridurre i tempi della definizione dei procedimenti sarebbe molto più utile – commenta il consigliere dem – prevedere un aumento dei magistrati anziché una chiusura dei palazzi di giustizia minori».


 

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.