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Il consigliere regionale della Lega Cirignoni

Se il centrosinistra è diviso anche il centrodestra a Città di Castello si presenta con due candidati: Cesare Sassolini per il Pdl e Stefano Caselli per la Lega Nord. In più c’è da considerare il «partito» di Francesco Polidori, quel Fdu di mister Cepu che in questi giorni pubblica sui giornali paginate su paginate «per cercare collaboratori e candidati». «Partito» contro il quale si scaglia il consigliere della Lega Nord Gianluca Cirignoni: «Dopo la brutta figura rimediata alle ultime elezioni regionali dal Fdu – dice Cirignoni -,  un partito azienda nato a tavolino, che concluse  la sua breve parabola politica con la mancata presentazione delle liste e  con il  tentativo di inquinare lo svolgimento democratico delle elezioni attraverso dichiarazioni sui giornali che segnalavano la presenza di propri candidati, “camuffati” nelle altre liste politiche, eccoci di nuovo ad assistere al risveglio dal letargo di questa pseudo formazione politica che con il federalismo non ha nulla a che fare, nonostante il nome».

Solo la Lega può parlare di federalismo La Lega Nord insomma rivendica la battaglia federalista: «Quello del Fdu – continua Cirignoni – è un risveglio a nostro avviso dovuto non ad una rinnovato impegno politico dei suoi militanti, che peraltro nessuno ha mai visto, ma esclusivamente ad “appetiti” risvegliati  dall’appuntamento elettorale. Non basta comprare pagine e pagine di giornali per fare politica e fondare un partito ma occorrono le idee meglio se proprie e non mutuate dai programmi di altri, né tantomeno serve se  non per gettare fumo negli occhi ai cittadini, dichiararsi federalisti anche nel nome, tra le forze politiche c’è solo la Lega Nord che può parlare di federalismo con cognizione di causa».

Confidiamo nei tifernati
«Confidiamo  nei tifernati – dice poi il consigliere leghista – che non hanno bisogno di una istruzione politica, ma di risposte ai loro problemi  che solo la Lega Nord con la sua concretezza e coerenza può dargli. Apprendiamo che una delle quattro liste che appoggerà questa formazione a conduzione familiare, sarà formata da sole donne, e ci preoccupiamo per la ghettizzazione del gentilsesso, costretto a farsi  la guerra al suo interno per non pestare i piedi a qualche uomo. Invitiamo i tifernati a vigilare affinché il Comune non venga colonizzato da una formazione dalla quale – conclude Cirignoni pensando al Cepu – non hanno nulla da  “apprendere”».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.