Il simbolo del Pd (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

A pochi metri dal suono dalla campana che annuncia l’ultimo giro, come in ogni volata che si rispetti volano spallate e chi può prova a prendere la scia della ruota buona. Quando manca una manciata di ore dalla chiusura delle liste nella coalizione a guida Pd la tensione non manca anche a riguardo dei big nazionali da paracadutare nelle varie regioni: stando alle indiscrezioni che filtrano in queste ore il nome per l’Umbria potrebbe essere quello del verde Angelo Bonelli, da piazzare nell’uninominale di Terni. I Verdi infatti, insieme ai socialisti di Nencini e ai prodiani di Santagata, hanno dato vita alla lista Insieme. Il pacchetto offerto dal Pd, che non piace a Insieme, prevederebbe la candidatura di Nencini a Pisa, di Santagata nel bolognese e di Bonelli in Umbria, il quale con Nencini e Santagata ha abbandonato la riunione convocata nella sede del Pd una volta capito il quadro della situazione. Di margini per trattare però sembrano essercene pochi e di sicuro a Bonelli – spiegano dal Pd – l’idea di arrivare in una città con così tanti cacciatori non piace. Quanto agli altri, si parla di cinque posti per +Europa di Emma Bonino e quatto per Civica popolare.

Orlandiani in rivolta Nel Pd intanto è da registrare la rivolta della minoranza che fa capo al ministro Andrea Orlando. Secondo i rumors Renzi avrebbe ipotizzato solo otto seggi sicuri per l’area del ministro (in Umbria rappresentata dagli uscenti Valeria Cardinali e Gianluca Rossi), il che ha mandato su tutte le furie la corrente che all’ultimo congresso ha ottenuto il 20 per cento, quota che chiedono sia garantita in termini di collegi sicuri: «È una questione di rispetto, l’aria – dicono – è pesante». In serata ci sarà una riunione dei deputati e senatori della minoranza e sul tavolo è stata posta pure l’opzione di un voto contrario sulle liste da esplicitare nella Direzione che dovrebbe tenersi venerdì alle 10.30. Ogni decisione però è rimandata alle prossime ore, quando ci sarà un incontro chiarificatore – o almeno così si spera – tra il ministro e Renzi.

Segreteria e risorse Di tutto questo si è discusso mercoledì nel corso di una segreteria regionale iniziata poco prima delle 19 e finita intorno alle 20. La sintesi brutale che fa uno dei partecipanti è questa: «Decide Roma»; un altro dice: «Come siamo entrati, siamo usciti». Per il resto, i nomi sono quelli degli ultimi giorni (Rossi, Bocci, Giulietti, Ascani, Verini, Cardinali, Sereni, Verini e Ginetti, in assetto variabile a seconda di chi fa le squadre) e nel partito i più realistici pensano a 5-6 eletti, al massimo 7, ma si guarda a Roma con una certa preoccupazione visto l’ingarburgliarsi della matassa; e sul piatto c’è sempre la possibilità di un esterno (donna). In segreteria è emerso anche un elemento che al partito interessa molto, quello delle risorse. Da Roma è stato spiegato che ogni eletto dovrà versare, al momento della proclamazione, 50 mila euro, una parte dei quali andranno in Umbria a copertura dei costi sostenuti per la campagna elettorale; poi ci sono gli ulteriori 2 mila euro mensili, da dividere (non in parti uguali) tra regionale e nazionale. Ancora 24 ore di passione, poi si chiude per davvero.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Candidature Pd, spunta Angelo Bonelli. Orlandiani in rivolta. Eletti dovranno versare 50 mila euro”

  1. Certo che versare tutti questi soldi al partito e’ una offesa per i cittadini e potenzilali elettrori..Almeno i 5 Stelle li versano in un fondo per iniziative extra partito.

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