di Daniele Bovi
Il suo secondo mandato consecutivo scadrà nel maggio 2019 e sono proprio questi 10 anni, o quasi, passati a lavorare a Montefalco come sindaco l’esperienza che Donatella Tesei vorrebbe portare in parlamento. Per lei c’è infatti a disposizione un posto in lista (Foligno-Terni, Senato) sotto le insegne della Lega di Matteo Salvini ma il primo cittadino la decisione sul grande salto non l’ha ancora presa, anche se tutto fa pensare a un sì: «Ancora c’è qualche giorno di tempo – dice a Umbria24 – e sto valutando attentamente tutti gli aspetti. Di sicuro la proposta può essere interessante». Insomma, le cose sembrano fatte. Tesei valuta i pro e i contro, mettendo sul piatto della bilancia «la possibilità di portare a termine il mio mandato da sindaco, ma penso anche che questo territorio abbia bisogno di qualche rappresentante alla Camera e al Senato che possa dare un contributo all’Umbria. In parlamento c’è bisogno di chi ha esperienza amministrativa, di chi è in contatto con la gente, le imprese, i giovani le famiglie; ecco, vorrei portare tutto questo a Roma». L’accettazione sembra solo una formalità.
Centrodestra Nel pomeriggio di martedì invece a Roma davanti a un notaio sono state firmate nella sede di Forza Italia le accettazioni di candidatura degli uscenti; presenti anche tutti i coordinatori regionali, compresa l’umbra Catia Polidori, che hanno sottoposto allo stato maggiore forzista le bozze delle liste. Il clima è teso e tra le poche certezze sembra esserci la conferma delle donne uscenti, Polidori compresa che dovrebbe approdare alla Camera di Terni, con la contestuale candidatura anche come capolista del proporzionale, con Raffaele Nevi dietro. Detto del Senato, che dovrebbe vedere nel Perugino un altro candidato leghista (Luca Briziarelli), alla Camera oltre ai già citati l’accordo prevede il collegio di Perugia-Trasimeno nelle mani di FdI con Emanuele Prisco e quello Foligno-Terni in quelle di Virginio Caparvi, vicesindaco di Nocera Umbra. In pista, oltre a questi, l’uscente Pietro Laffranco e Fiammetta Modena, entrambi al Senato nel listino. Al netto di possibili sorprese, il quadro dovrebbe essere questo.
Pd e alleati Nel pentolone del Pd invece l’acqua continua a bollire, con schizzi di veleno e la possibilità per qualcuno di rimanere scottato. In primis c’è il pressing della coalizione, cioè dei socialisti di Nencini, per un posto da assegnare a Silvano Rometti. Poi salgono le voci dai territori: dopo il Marscianese, che ha indicato il sindaco Alfio Todini, i vertici del Trasimeno lunedì sera hanno deciso che il nome da schierare è quello di Simona Meloni, 44enne renziana, vicesindaco di Piegaro e dipendente della Perugina (è project manager del reparto dolciari). Poi ci sono i profili degli esterni, tenuti coperti anche se si ragione su un uomo e una donna da schierare a Terni, che pare compatta su Gianluca Rossi, e Perugia, dove impazza la battaglia dato che Gianpiero Bocci vuole essere candidato qui, con Giacomo Leonelli a sua volta pronto a entrare in campo insieme a Valeria Cardinali. A Terni è poi ricominciato il pressing, che va avanti dalla fine dell’anno, sul viceministro Teresa Bellanova, mentre tra le certezze ormai vanno annoverate Anna Ascani, Walter Verini e pure Giampiero Giulietti. Il problema è capire come sistemare tutte le tessere del puzzle e il tempo stringe, dato che venerdì dovrebbe esserci la Direzione nazionale in cui mettere il timbro sulle liste. Ore frenetiche nel frattempo anche dentro Liberi e uguali, con novità sulla composizione della squadra attese a breve.
Twitter @DanieleBovi

Al centralismo democratico che decide chi deve essere eletto l’unica risposta che un elettore può dare è di votare per quei partiti, anche se con poca probabiltà di eleggere, che non presentano nei primi posti utili parlamentari uscenti e soggetti che già ricoprono incarichi nella Regione e nelle Provincie.
Maurizio Bartolini