Italo Bocchino a Perugia (Foto U24)

di Iv. Por.

«Ormai Berlusconi è diventato come Gheddafi, dice le stesse cose che diceva Gheddafi quattro settimane fa quando annunciava  che tutto il paese era con lui e che erano le tv occidentali a dire che in Libia c’era la rivoluzione». E’ un accostamento al veleno quello che fa il vicepresidente di Futuro e libertà, Italo Bocchino, all’hotel Brufani di Perugia per un incontro con i vertici locali di Fli e per presentare il libro “Una storia di destra”.

L’INTERVISTA VIDEO

L’economia Bocchino parte dall’annuncio di Sacconi che probabilmente non ci sarà il decreto sviluppo ma diversi singoli provvedimenti. «E’ una giornata nera per lo sviluppo italiano – ha detto Bocchino – la Borsa ha perso il 3%, lo spread fra Btp italiani e Bund tedeschi ha superato quota 400 e il governo non sa far niente di meglio che annunciare che non è in grado di fare il decreto sviluppo: la situazione sta precipitando e c’è una responsabilità del presidente del consiglio, che dovrebbe fare un passo indietro per salvare l’Italia e invece ancora oggi ha continuato a dire che lui andrà avanti fino al 2013, farà le riforme, cambierà il nome al partito. Ormai è diventato come Gheddafi, dice le stesse cose che diceva Gheddafi 4 settimane fa quando annunciava  che tutto il paese era con lui e che erano le tv occidentali a dire che in Libia c’era la rivoluzione».

Bankitalia Su Bankitalia, per Bocchino «c’è stata un’incapacità gestionale da parte del governo». La strada – secondo il vice di Fini – era una, semplice, obbligata e rispondeva alle logiche della prassi della banca centrale italiana, cioè la nomina del direttore generale Saccomanni. Berlusconi, invece – ha proseguito – è riuscito a scatenare un braccio di ferro politico, con Bossi che addirittura chiede che sia Grilli perché è milanese e Tremonti che chiede che sia Grilli perché è suo amico. Queste logiche sono logiche di una politica di serie B e di serie C e non possono appartenere all’autonomia e all’indipendenza della Banca d’Italia». Bocchino auspica quindi che «il ruolo, seppur consultivo del comitato della Banca d’Italia e notarile di altissimo profilo quale quello di Napolitano svolgano una ‘moral suasion’ su Berlusconi per evitare che si commetta un altro passo falso».

Libia Sulla morte di Gheddafi in particolare per Bocchino «la morte di una persona dispiace sempre anche se si tratta di un dittatore. E’ importante – aggiunge – che la Libia abbia ritrovato la sua libertà e speriamo che sia una nuova tappa anche per l’Italia, che con la Libia aveva fatto una brutta figura internazionale per gli errori del governo di aprire troppo a Gheddafi fino al baciamano che Berlusconi gli fece. Adesso – conclude Bocchino – si tratta di avere una Libia libera che abbia un ruolo nel Mediterraneo laddove noi siamo la frontiera europea».

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