«Archiviare subito l’esperienza disastrosa dell’Unione dei Comuni che in questi 15 anni si è dimostrata fallimentare e incapace di unire servizi e creare economie tra gli enti locali coinvolti». All’indomani dell’addio di Bevagna al progetto delle Terre dell’olio e del Sagrantino, a intervenire sulle sorti dell’Unione dei Comuni è Jacopo Barbarito, capogruppo di Centrodestra per Giano dell’Umbria.
Barbarito boccia Unione dei Comuni In una nota stampa si legge: «L’uscita di Bevagna deliberata dalla giunta ma in attesa di approdare in consiglio sancisce la fine di un progetto che non è mai sbocciato perché – scrive Barbarito – l’unico servizio accorpato tra tutti gli enti, quello di polizia locale, non funziona come dovrebbe, come ha denunciato il Comune di Bevagna ma come è noto a tutta la popolazione degli otto Comuni, mentre se tutti gli altri fronti il caos è totale e ogni Comune va per la sua strada». E poi: «È stato dimostrato recentemente col caso della centrale unica di committenza, dai tanti tentativi abortiti di accorpare funzioni e servizi, dalla mancanza di condivisione su eventuali progetti di fusione di enti in seno alla giunta, dall’incapacità di fare una promozione unica e integrata di olio e vino fino a manifestazioni locali e nazionali, come Expo. Addirittura alcuni Comuni membri ormai guardano fuori dall’Unione stessa per cercare sinergie, ultimo il caso di Campello sul Clitunno con Sellano. È ora di guardare in faccia la realtà, smettere di fare finta di nulla ammettere che questo progetto non ha funzionato e analizzare nuove prospettive ed orizzonti per tutti gli enti coinvolti».
