Emma Pavanelli

di D.B.

I senatori umbri passano da 16 a 17, anche se a dire l’ultima parola potrebbe essere la Corte costituzionale. Mercoledì al termine di una giornata tesa il Senato, dopo ore di protesta e lunghe sospensioni, ha approvato con 150 voti a favore, 121 contrari e 4 astenuti la relazione della Giunta delle elezioni che assegna al Movimento 5 stelle, e in particolare all’Umbria, il seggio vacante in Sicilia per mancanza di candidati. A favore della decisione si sono espressi M5S e Lega, contro gli altri gruppi parlamentari. La perugina Emma Pavanelli, dunque, militante della prima ora del Movimento, entra in Senato.

CHI SONO I PARLAMENTARI UMBRI

La vicenda Il caso era approdato a Palazzo Madama alla fine di giugno quando la Giunta aveva approvato, con 12 voti a favore e 10 contrari, la proposta del senatore m5s Urraro in base alla quale il seggio non assegnato alle politiche del 2018 in Sicilia, deve essere individuato in quella regione dove il M5S ha ottenuto la maggior parte decimale del quoziente non utilizzata, ossia in Umbria. In base ai voti ottenuti alle politiche del 2018, al M5S spettavano in Sicilia al Senato 17 seggi, ma i candidati a disposizione erano solo 16. Dopo oltre nove mesi di dibattito, la Giunta delle elezioni ha elaborato un criterio non previsto dalle norme. Una proposta che il Pd e altri gruppi giudicano incostituzionale, tanto che mercoledì i dem sono arrivati a occupare per protesta i banchi del Governo, provocando così una lunga sospensione della seduta.

CON LA RIFORMA IN FUTURO ALL’UMBRIA SOLO 9 ONOREVOLI

Informativa alla Corte L’assemblea ha ripreso i lavori solo nel pomeriggio quando i dem hanno ottenuto l’impegno, da parte della presidente dell’assemblea Casellati, di inviare un’informativa alla Corte costituzionale: «Scriverò – dice – una lettera al presidente della Corte costituzionale, rappresentando che, su istanza del senatore Marcucci e con il consenso di tutti i gruppi parlamentari, il provvedimento e il resoconto che riguarda l’attribuzione del seggio vacate alla regione Sicilia sarà trasmesso per opportuna conoscenza».

Il dibattito Per il Pd il documento della Giunta rappresenta una «violazione del principio di elezione su base regionale sancito dall’articolo 57 della Costituzione, prefigura l’illegittima composizione dell’Assemblea del Senato», «rischia di pregiudicare la legittimità di ogni futura deliberazione assunta dal Senato» e «mina in maniera irreparabile la credibilità dell’organo e della sua Presidenza». Su una posizione diametralmente opposta è il Movimento 5 stelle. Il capogruppo Stefano Patuanelli ha ricordato al Pd che «se oggi il plenum dell’Aula non è garantito è per colpa di una legge elettorale che non abbiamo fatto noi e non abbiamo voluto noi. La Costituzione prevede che ci siano 315 senatori eletti al Senato». Accuse che vengono rinviate al mittente dal capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali: «L’eventuale presenza di un vuoto nella legge – spiega Dario Parrini – si risolve cambiando la legge, non andando con arroganza contro di essa e contro quanto espressamente previsto dalla Costituzione all’articolo 57. È l’abc dello stato di diritto. Patuanelli per cortesia ne prenda atto».

La protesta dei dem Della Giunta fa parte la senatrice dem umbra Nadia Ginetti, che parla di «decisione palesemente illegittima. Non volevano cambiare la Costituzione – dice – ma sono disponibili a violarla e arrivare così a minare le fondamenta del sistema democratico della Repubblica. Il Senato deve essere eletto su base regionale». Duro anche l’altro senatore dem umbro, Leonardo Grimani: «Riteniamo gravissima questa violazione costituzionale. Appare incredibile e disdicevole come , coloro che hanno fatto di tutto per la difesa della costituzione da una legittima riforma nel 2016 , scelgano oggi di calpestarla per guadagnare un misero seggio».

Modena A commentare la vicenda è anche la senatrice forzista Fiammetta Modena: «Capisco – dice – la cosiddetta antipolitica usata come strumento per cacciare chi ci sta e occupare il posto. Tantissimi hanno favorito questo disegno permettendo ai 5 stelle di arrivare al 30% circa alle ultime politiche. A cominciare da chi, come Stella e Rizzo, hanno scritto fiumi di parole contro la casta. E il risultato alla fine è questo. Giudizi sul Governo a parte, il Movimento 5 stelle ha detto che l’articolo 57 della costituzione, per cui il Senato è eletto su base regionale, è superato dal rispetto della volontà popolare. Abbiamo così scoperto che gli umbri volevano una siciliana. Con buona pace della ipocrisia della scatoletta di tonno».

Twitter @DanieleBovi

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