mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:52

Gli eletti: 4 leghisti, 4 di Pd e Forza Italia: ce la fanno Verini e Grimani. Prisco rimane a Perugia

Coi resti passano Polidori e il sindaco di San Gemini al Senato, Gallinella e il dem tifernate alla Camera. In consiglio regionale entra Rosi, Lega a Perugia non chiede assessorato

Walter Verini (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Iv. Por. e Dan.Bo.

Quattro leghisti, quattro democratici, tre di Forza Italia e altrettanti del Movimento 5 stelle, due di Fratelli d’Italia. È composta così la squadriglia dei nuovi parlamentari umbri, uscita dallo tsunami elettorale del 4 marzo.

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MEDIALAB: GLI ELETTI IN UMBRIA

Senato Partiamo dagli eletti in Senato, già indicati (seppur ufficiosamente) dal sito del ministero dell’Interno. Si tratta di Franco Zaffini di Fratelli d’Italia e la leghista Donatella Tesei, vincitori dei due collegi uninominali. Sicuramente eletti nel proporzionale anche i capilista dei partiti che hanno superato il 20% ovvero Luca Briziarelli della Lega, il grillino Stefano Lucidi e la dem Nadia Ginetti (il capolista Matteo Renzi ha vinto il suo seggio a Firenze lasciando libero il posto alla seconda).

I RISULTATI COMUNE PER COMUNE

Modena e Grimani Poi è sicura l’elezione al Senato di Fiammetta Modena: alla coalizione vincitrice spettano due senatori e i resti indicano la capolista di Forza Italia. «Quando passa un treno bisogna prenderlo al volo e noi lo abbiamo preso – dice a Umbria24 -. Ringrazio tutti elettori di centrodestra e forza Italia in particolare aspettiamo la certificazione del ministero ma dovrei farcela. Sono contenta per il nostro risultato perché rispetto alle regionali siamo cresciuti di oltre 20 mila voti. Ovviamente lo sono anche per il risultato straordinario in Umbria, una svolta storica vincere tutti i collegi che richiede l’assunzione di responsabilità nuove. Il traino leghista? È vero ma io considero positivo che i voti persi dal centrosinistra siano andati verso la Lega piuttosto che verso il Movimento 5 stelle». Infine i resti hanno premiato Leonardo Grimani del Pd per poche centinaia di voti ai danni di Emma Pavanelli del M5s, soprattutto grazie al fatto che +Europa della Bonino non ha superato il 3 per cento su base regionale.

FOTOGALLERY: I VOLTI DEGLI ELETTI
ANALISI: DISFATTA PD

Camera A Montecitorio entrano di diritto Emanuele Prisco, Augusto Marchetti, Raffaele Nevi, rispettivamente di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, vincitori dei tre collegi uninominali. Con loro certamente i capilista Tiziana Ciprini del M5s, Anna Ascani del Pd e il leghista Virginio Caparvi. Anche la forzista Catia Polidori ce la fa (ha superato Eleonora Pace di Fd’I, seconda in lista dietro al già eletto Prisco), mentre per gli ultimi la hanno spuntata il dem Walter Verini e Filippo Gallinella del M5s.

Le conseguenze Di fronte a un quadro simile ci saranno delle conseguenze anche in alcune giunte e consigli della regione. Partendo dal consiglio regionale, l’elezione di Raffaele Nevi fa sì che Maria Rosi, ex consigliere di FI, rientri a Palazzo Cesaroni per questo ultimo scorcio di legislatura essendo stata nel 2015 la prima dei non eletti per Forza Italia. Conseguenze ovviamente anche a San Gemini, dove è sindaco il dem Leonardo Grimani e a Montefalco, dove governa Donatella Tesei; in entrambi i casi il voto è previsto nel 2019. Nessuna incompatibilità c’è invece per Emanuele Prisco, assessore all’urbanistica della giunta Romizi. Del caso in giunta non si è ancora parlato in modo approfondito ma l’orientamento di Prisco sembra essere quello di rimanere al suo posto, anche se tra gli assessori non tutti sono convinti di questa opzione. Il sindaco ora dovrà fare i conti con una Lega in città quasi al 20 per cento, che però non sembra essere orientata a chiedere un assessorato; insomma, si potrebbe tirare avanti così per poco più di un anno per poi puntare tutte le fiches sul voto del 2019.

Una replica a “Gli eletti: 4 leghisti, 4 di Pd e Forza Italia: ce la fanno Verini e Grimani. Prisco rimane a Perugia”

  1. Stefano Babucci ha detto:

    Un saluto particolare a Ivano P. e M. Troccoli

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