giovedì 23 maggio - Aggiornato alle 09:00

Da 16 a 9: il Governo taglia la rappresentanza dell’Umbria in parlamento

La riforma costituzionale approvata anche dalla Camera: nel giro di pochi mesi potrebbe arrivare l’ok definitivo

L'aula del Senato

di Dan.Bo.

Da 16 a 9, con un taglio del 33% alla Camera e di quasi il 60% al Senato. Se la riforma costituzionale del governo supererà anche l’ultimo ostacolo l’Umbria a partire dalla prossima legislatura vedrà ridursi in modo drastico la propria rappresentanza in Parlamento. Giovedì infatti la Camera ha approvato il testo della riforma del Governo, già approvato in prima lettura al Senato, in base al quale il numero dei parlamentari viene tagliato di un terzo. Quella di giovedì è la prima delle due letture conformi previste dalla Costituzione e, in base alla procedura, avendo ricevuto il primo via libera del Senato all’inizio di febbraio il testo potrebbe ritornare a Palazzo Madama già da ora. In realtà si aspetteranno i risultati delle europee di fine maggio mentre alla Camera la riforma potrebbe tornare a settembre. Insomma, entro la fine dell’anno il taglio ha molte possibilità di diventare definitivo.

Numeri e dibattito In base al testo l’Umbria perderebbe tre deputati (da 9 a 6) e ben quattro senatori (da 7 a 3). Complessivamente se tutto andrà in porto la prossima legislatura partirebbe con 345 onorevoli in meno: 400 deputati al posto dei 630 attuali e 200 senatori invece di 315. La sforbiciata è passata alla Camera anche coi voti di Fdi e Fi (310 in tutto i sì), mentre i 107 no sono arrivati da Pd, Leu, +Europa e Civica Popolare e Svp. Il ministro per le riforme Riccardo Fraccaro ha esultato parlando di «tappa storica» e promettendo che il taglio porterà un risparmio di spesa e renderà più agile e snello il lavoro parlamentare. Dall’altra parte della barricata il centrosinistra rimarcando le tante critiche fatte dai costituzionalisti spiega che il taglio non andrebbe a incidere sul bicameralismo perfetto (unico caso in Europa) e che sarebbe stata una soluzione migliore, come prospettato dalla riforma Boschi bocciata dal referendum, un’unica Camera politica di 500 deputati e un Senato delle Regioni.

Penalizzati i piccoli C’è poi da considerare che questa diminuzione andrebbe a penalizzare in particolar modo i partiti più piccoli, che con maggiore difficoltà riuscirebbero a conquistare uno scranno, in soprattutto al Senato. Non una virgola però può essere toccata nei prossimi due passaggi parlamentari: come previsto dalla Costituzione, il testo può essere solo approvato o respinto. Dopo il 4 marzo di un anno fa la pattuglia umbra di parlamentari è così composta: alla Camera ci sono Emanuele Prisco (Fdi), Virginio Caparvi (Lega), Riccardo Marchetti (Lega), Catia Polidori e Raffaele Nevi di Fi, i pentastellati Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella e i pd Anna Ascani e Walter Verini; al Senato ci sono i leghisti Luca Briziarelli e Donatella Tesei, la forzista Fiammetta Modena, Franco Zaffini (Fdi), Stefano Lucidi (M5s), Leonardo Grimani e Nadia Ginetti del Pd. Di seguito riportiamo il numero attuale di parlamentari di ogni regione, quello prospettato dopo il taglio e la differenza percentuale.

CAMERA

Piemonte 1 23 15 -34,8%
Piemonte 2 22 14 -36,4%
Lombardia 1 40 25 -37,5%
Lombardia 2 22 14 -36,4%
Lombardia 3 23 14 -39,1%
Lombardia 4 17 11 -35,3%
Veneto 1 20 13 -35,0%
Veneto 2 30 19 -36,7%
FVG 13 8 -38,5%
Liguria 16 10 -37,5%
Emilia-Romagna 45 29 -35,6%
Toscana 38 24 -36,8%
Umbria 9 6 -33,3%
Marche 16 10 -37,5%
Lazio 1 38 24 -36,8%
Lazio 2 20 12 -40,0%
Abruzzo 14 9 -35,7%
Molise 3 2 -33,3%
Campania 1 32 20 -37,5%
Campania 2 28 18 -35,7%
Puglia 42 27 -35,7%
Basilicata 6 4 -33,3%
Calabria 20 13 -35,0%
Sicilia 1 25 15 -40,0%
Sicilia 2 27 17 -37,0%
Sardegna 17 11 -35,3%
Valle d’Aosta 1 1 0,0%
Trentino-AA 11 7 -36,4%
Estero 12 8 -33,3%

SENATO

Piemonte 22 14 -36,4%
Valle d’Aosta 1 1 0,0%
Lombardia 49 31 -36,7%
Trentino-AA 7 3+3 -14,3%
Veneto 24 16 -33,3%
FVG 7 4 -42,9%
Liguria 8 5 -37,5%
Emilia-Romagna 22 14 -36,4%
Toscana 18 12 -33,3%
Umbria 7 3 -57,1%
Marche 8 5 -37,5%
Lazio 28 18 -35,7%
Abruzzo 7 4 -42,9%
Molise 2 2 -0,0%
Campania 29 18 -37,9%
Puglia 20 13 -35,0%
Basilicata 7 3 -57,1%
Calabria 10 6 -40,0%
Sicilia 25 16 -36,0%
Sardegna 8 5 -37,5%
Estero 6 4 -33,3%

Twitter @DanieleBovi

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