Primo passo ufficiale verso una maggiore autonomia per Umbria e Marche con l’incontro ufficiale dei presidenti Catiuscia Marini e Luca Ceriscioli con il governo, in particolare col ministro per gli Affari regionali Erika Stefani. «Oggi – riferisce Marini – abbiamo svolto un primo incontro per definire le modalità del percorso istituzionale che dovrà portare alla definizione dell’intesa tra Stato e Regioni, per la concessione alla nostra Regione di una maggiore autonomia, così come previsto dall’articolo 116 della Costituzione, per poter gestire direttamente quelle materie in cui la Regione Umbria ha già dimostrato particolari capacità e competenze. Un percorso che vedrà impegnata la Regione Umbria, per la definizione dell’intesa, con una delegazione istituzionale congiunta Giunta regionale e Assemblea legislativa. Un percorso, inoltre, che vogliamo condividere con la Regione Marche».
Unite dal terremoto «La scelta di una iniziativa congiunta tra le Regioni Marche ed Umbria – sottolinea la presidente umbra – nasce da una antica e positiva cooperazione che le due Regioni hanno maturato in vari settori, dalle infrastrutture alla gestione delle difficili vicende sismiche e della successiva ricostruzione del ’97 e del 2016, fino alla sanità, settore dove è particolarmente intensa la cooperazione, con il numero unico di emergenza 112 ed il servizio di elisoccorso. Insomma abbiamo in questo anno trasformato l’Appennino da barriera ad elemento di congiunzione delle rispettive comunità».
Lettera a Conte Insieme allo stesso Ceriscioli la presidente Marini, nei giorni scorsi, aveva sottoscritto la lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nella quale si affermava che «la Regione Marche e la Regione Umbria hanno avviato, in parallelo, nell’anno 2018, il percorso previsto dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione individuando in modo pressoché unitario le ulteriori forme e condizioni di autonomia», ricordando inoltre che «le Assemblee legislative di entrambe le Regioni hanno approvato le rispettive risoluzioni per avviare la procedura di maggiore autonomia prevista dal terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione».
Credere nei territori «Ritengo che il Governo italiano – ha dichiarato la presidente Marini – debba credere pienamente nella capacità dei territori di pensare il proprio sviluppo. Per questo occorre anche una legislazione che agevoli questo percorso, esaltando l’autonomia delle Regioni. Anche perché riteniamo che proprio ‘la leva’ dell’art. 116 determinerà una maggiore efficienza amministrativa per lo sviluppo economico delle rispettive Regioni».
Le materie Gli ambiti in cui la Regione Umbria intende chiedere maggiore autonomia, dalla gestione del paesaggio e dei beni culturali al sistema del sapere, della conoscenza, della formazione e dell’istruzione; salute e politiche sociali; protezione civile, prevenzione sismica e rigenerazione urbana e infrastrutture; commercio con l’estero; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e sistema di acquisizione delle entrate; “governance” istituzionale e, infine, partecipazione alla formazione e all’attuazione del diritto dell’Unione Europea”.
