Arriva davanti al Tar la giunta tutti uomini nominata dal sindaco di Assisi, Claudio Ricci. L’opposizione sia di centrosinistra che di centrodestra e una serie di associazioni di donne e non hanno impugnato gli atti che, a loro dire, violano la legge sulle pari opportunità.
I ricorrenti I consiglieri comunali di opposizione (Cianetti, Pettirossi, Bartolini, Maccabei, Fioroni), un discreto numero di cittadine elettrici del Comune di Assisi e cinque associazioni di donne (Gylania, Ossigeno, Donne per le Donne, Comitato Internazionale 8 marzo, Fare Insieme), con il sostegno convinto di tutte le forze politiche ed i movimenti del centrosinistra assisano (Partito democratico, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Rifondazione Comunista, Buongiorno Assisi, Partito Socialista Italiano, Sinistra Critica) e della coalizione di centrodestra che si è opposta a Ricci (Lista Bartolini, Futuro per Assisi e Terzo Polo con UDC, API e FLI), hanno impugnato davanti al Tar dell’Umbria gli atti di nomina del vice sindaco e degli assessori della giunta comunale di Assisi, tutti uomini, nominati in aperta violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, pari opportunità nell’accesso alle cariche pubbliche sia per gli uomini che per le donne.
Nomine col Cencelli «Come è noto – si legge in un comunicato dei ricorrenti del Comitato promotore per le pari opportunità – all’indomani delle elezioni comunali di primavera, vinte dalla coalizione guidata da Claudio Ricci, questi dimentico dell’ampia discrezionalità che gli affida la legge, ha preferito subire i dettati dei partiti ed ha nominato assessori i consiglieri comunali eletti con il maggior numero di preferenze, attribuendo con il manuale Cencelli i posti ai partiti ed alle liste civiche che lo avevano sostenuto. La stella polare che lo ho guidato è stata, quindi, la partitocrazia, che lo ha costretto a violare il fondamentale principio di parità tra donne ed uomini, previsto come tale non solo dalla Costituzione, con gli articoli 3 e 51, ma anche dallo Statuto del Comune di Assisi».
Le norme Gli articoli 1 comma 8° della legge comunale prevede come principio fondante proprio la pari opportunità, mentre l’art. 32 c. 2° dello stesso Statuto prevede che il sindaco, nel nominare la giunta, debba garantire la presenza di entrambi i sessi. «Di fronte a norme così chiare e a reiterati pronunciamenti dei Tar di tutta Italia – affermano i ricorrenti -, che hanno azzerato numerose giunte comunali, provinciali e regionali, alle tante sollecitazioni a mezzo stampa ed alle interpellanze ed interventi in consiglio comunale del consigliere Cianetti, il sindaco non solo non ammette il proprio errore, ma in modo arrogante dichiara che resisterà in tutte le sedi giudiziarie, per contrastare una domanda di rispetto della legalità». I promotori del ricorso accettano la sfida, ma chiedono che «sia fatta ad armi pari e che le spese legali, così come hanno fatto i ricorrenti, vengano sostenute personalmente da chi ha sbagliato, e non scaricate sui cittadini, in questo momento di pesanti sacrifici per tutti».

