Il giornalista Rai Carlo Cianetti sarà il candidato del centrosinistra ad Assisi

di Ivano Porfiri

Sembra la storia del mito di Paride, allontanato da Troia per una profezia che ne aveva pronosticato la sua distruzione, quella che ha portato Carlo Cianetti, giornalista Rai, sostenuto da sinistra radicale e Idv, a vincere le primarie del centrosinistra battendo la ben più quotata Claudia Travicelli. Lui che doveva essere il candidato del Pd, ma l’istinto masochistico del partito ne ha fatto colui che lo ha sconfitto alle primarie. Un successo netto il suo, costruito sul grande exploit ad Assisi centro, che lo ha portato alla ribalta nazionale, tanto da portare il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero a definire l’episodio «una ulteriore dimostrazione del fatto che la sinistra unita può vincere», traendo lo spunto nientedimeno che per invitare Vendola a Napoli a scegliere De Magistris, a Salerno a rompere con De Luca, a Torino a concordare una candidatura di sinistra «contro Marchionne e la Tav».

La giornata più bella Ma Cianetti, il giorno dopo il successo («la mia giornata più faticosa e più bella») non ci sta a farsi trascinare nel gorgo delle polemiche di bottega e, anzi, tende la mano a quel Pd che lo aveva scaricato. «Dal Pd, che è un grande partito – afferma – mi aspetto che saprà metabolizzare il momento di impasse e saprà riprendere le fila del discorso, trascinando tutti noi alla vittoria perché stavolta davvero c’è la possibilità di vincere». Ne è certo Cianetti perché «il clima sta cambiando: me ne sono accorto in questi giorni, con tanti giovani e tante donne che si sono impegnati al mio fianco».

Gente stanca della mediocrità L’occhio del giornalista percepiva un crescente consenso intorno a lui, malgrado i pronostici. «La gente è stanca della mediocrità della classe dirigente che guida Assisi da anni». Non lo dice Cianetti, ma il discorso vale anche per il centrosinistra. «Appoggiare me significava appoggiare un candidato meno strutturato, per di più di una coalizione ritenuta perdente. Invece sabato alla Sala della Conciliazione e poi alla cena di chiusura della campagna per le primarie ho visto un grande entusiasmo».

Andremo al ballottaggio Un entusiasmo che gli fa dire che «di sicuro andremo al ballottaggio anche perché la destra è spaccata come non mai. Noi a quel clima di veleni contrapporremo l’idea che è ora di non continuare ad accontentarsi: si può creare una città più ricca, più divertente, più solidale». Il suo slogan sarà: «pensare alle persone e non solo alle infrastrutture: i soldi li spenderemo per dare servizi alle persone». E per lui, laico ma che si definisce «uomo in cammino», questo è l’anno giusto per la svolta, quello in cui ricorre il 50° anniversario della Marcia della Pace e ad ottobre tornerà il Papa. «Se stiamo uniti vinciamo, ne sono certo».

Bottini: accettiamo il risultato Nel pomeriggio di lunedì il segretario regionale del Pd Lamberto Bottini, prima della riunione di coalizione proprio sui candidati sindaci, affida a poche righe il suo commento sulle primarie di domenica, viste come «il presupposto per una ritrovata unità del centrosinistra» e «il cui esito accettiamo». E dopo aver sostenuto che il centrosinistra non deve fare «regali» al centrodestra, il segretario sottolinea come quello della Travicelli sia un «risultato molto positivo».

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