di M.R.

Per il cavaliere Giovanni Arvedi la corsa è alla firma dell’Accordo di programma per poter dare finalmente gambe all’ambizioso progetto pensato per l’acciaieria di Terni, molti altri a quanto pare sono in fila per prendersi i meriti. Qualcuno ne approfitta per screditare gli avversari politici. I sindacati metalmeccanici invece sfoderano il bon ton: accogliendo con favore la proposta dell’azienda sulla responsabilità sociale d’impresa e riconoscendo allo stesso management di aver aperto con loro il confronto sul piano industriale, senza che le istituzioni si siano invece preoccupate di coinvolgerli, nel merito del patto di territorio si riservano le valutazioni a fine iter.

Arvedi Ast Ma andiamo con ordine. Giovedì sera a fine tavolo romano al ministero, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi parla di intesa sulla discarica e in particolare dell’accoglimento di quella che sarebbe una innovativa soluzione per la bonifica. A rimarcare quello che sarebbe un grande risultato per la salute pubblica. è il suo braccio destro all’Ambiente, l’assessore Mascia Aniello: «Bisogna ringraziare una persona nata a Livorno, il sindaco Stefano Bandecchi, se un domani Terni non avrà più cromo esavalente nelle acque sottostanti la futura discarica delle Acciaierie, quella oggetto del progettato intervento Arvedi».

L’attacco alle autorità Bene ricordare che, negli ultimi 20/30 anni né la Regione Umbria, né Arpa Umbria, né la Provincia di Terni (competente a suo tempo), né il Comune di Terni, né le autorità ministeriali, hanno mai avuto alcunché da dire sulle modalità di abbancamento dei rifiuti industriali delle Acciaierie. Sopra tali fragili guaine sono state così accumulate scorie e fanghi in quantità enormi, materiali che, con ogni evidenza, hanno poi rilasciato i loro veleni, senza che le guaine medesime potessero fare alcunché. I risultati li abbiamo visti qualche tempo dopo, con lo scavo del tunnel stradale ‘Tescino’ e l’affioramento di una realtà gravissima, quella dei laghetti al cromo esavalente e con le falde acquifere contaminate dai metalli pesanti».

Mascia Aniello «Sarebbe accaduto lo stesso – prosegue l’assessore – con l’odierno progetto Arvedi di landfill mining, che non registrava – fino a oggi – nessuna innovazione tecnica per la fase dell’abbancamento. Unica voce fuori dal coro, un’eccezione rispetto a questo grigio e irresponsabile conformismo, il sindaco Bandecchi e i suoi consulenti: l’intuizione geniale dell’imprenditore, unita ad altissime competenze accademiche.  Bandecchi, come nessuno prima d’ora, ha così inteso porre il grave problema in sede ufficiale, imponendo a Istituzioni e Azienda un cambiamento tecnico che è soprattutto un cambiamento di mentalità: prima la salute.

M5s Di tutt’altro avviso gli esponenti ternani del Movimento cinque stelle, Claudio Fiorelli e Luca Simonetti: «Bandecchi di fronte ad Arvedi china la testa e pretende di risolvere i problemi dell’inquinamento con argilla, teli e coperture. Il video che ha rilasciato nei propri canali social a margine dell’incontro con il ministro Urso, la presidente Tesei e il ceo di FinArvedi Mario Caldonazzo è a dir poco imbarazzante. In campagna elettorale Bandecchi aveva promesso di farsi dare 13 miliardi dall’Europa per la bonifica delle aree contaminate della Conca. Salvo poi ‘invitare’ l’azienda ad individuare da subito ulteriori spazi e altre modalità di abbancamento al di fuori. Bandecchi è poi passato ad accusare Arvedi fino a demolire il progetto di landfill mining progettato da Ast».

Fiorelli e Simonetti «Peccato che davanti alla Tesei e al ceo di FinArvedi, Bandecchi abbia chinato la testa e con la coda tra le gambe abbia cantato vittoria per coperture, teli e l’argilla che mai si erano visti a Terni. In realtà erano già previsti nel progetto di Ast bocciato da Bandecchi e le Best Available Techniques sono un obbligo di legge. Soprattutto, Bandecchi tace il fatto che questo accordo sarà il prodromo per un ampliamento monstre della discarica di vocabolo Valle. Nessun riferimento allo stato del progetto di Tapojarvi per il recupero delle scorie, ad oggi il vero nodo che potrebbe far fare il salto di qualità ad Ast. Ma servirebbe un accordo con il governo per l’utilizzo degli inerti nelle opere pubbliche e chissà se di questo ne hanno parlato. Nessun accenno da parte del sindaco nemmeno su eventuali pressioni fatte per l’adeguamento degli impianti di aspirazione e di captazione delle polveri visti i valori record di nichel e di metalli pesanti che nel 2023 hanno ricoperto non solo Prisciano, ma un’ampia parte della città».

Pnrr »«Le soluzioni – concludono i pentastellati – sarebbero oggi a portata di mano grazie ai fondi del Pnrr portati dal presidente Giuseppe Conte, ma come spesso accade il sindaco di Terni abbaia ma non morde. Il primo cittadino è esperto in retromarce e nasconde i gravi problemi ambientali della città dietro il luccichio delle uova di Pasqua riesumate dagli scantinati di Unicusano e portate in piazza a Terni.

Fdi Sulla questione si è espresso anche il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Marco Celestino Cecconi: «Se parliamo di acciaierie, noi naturalmente siamo i primi a gioire delle buone notizie. E a buon diritto: perché apparteniamo a quella famiglia del centrodestra ternano, umbro e nazionale, che quelle buone notizie le ha proprio costruite in prima persona, anche e tanto più quando altri giocavano allo sfascio. Ecco perché salutiamo con grande favore i risultati che stanno andando a rete proprio alla vigilia di questa buona Pasqua 2024. L’annuncio, da parte dell’azienda, di voler finanziare progetti di sviluppo del territorio, individuati di concerto con istituzioni e forze sociali, mettendo a disposizione ingenti risorse, è sicuramente una di queste buonissime notizie, anche per il circuito virtuoso che è capace di attivare: un input infatti già raccolto dalla Fondazione Carit, che si è subita detta pronta ad essere della partita, concorrendo a sua volta con fondi propri.

Cecconi «Altrettanto, gli esiti dell’incontro al Ministero del 28 marzo rappresentano la migliore delle notizie possibili: la firma dell’Accordo di programma per le acciaierie ternane è sempre più vicina, con tutto il suo carico di investimenti pubblici e privati e l’impegno del governo-Meloni di continuare a lavorare anche sul fronte dell’approvvigionamento energetico della fabbrica e su quello delle infrastrutture. E infine, la notizia nella notizia, anch’essa buonissima: semaforo verde, a Roma, per la bonifica della discarica di Valle tramite ‘landfil mining’. Anche un bambino capisce che si tratta di risultati che vengono da lontano: ovvero, da anni di interlocuzione iper collaborativa tra la famiglia Arvedi e il centrodestra di governo, nell’interesse condiviso di massima prosperità della più importante azienda dell’Umbria».

Discarica Ecco perché fa sorridere il tentativo del neo-assessore comunale allo sviluppo economico Cardinali di attribuirsi il merito di aver indotto l’Ast alle annunciate azioni di ‘responsabilità sociale’. Allo stesso modo, sfiora il ridicolo l’ennesima presa di posizione contro il progetto di ‘landfil mining’ firmato dall’assessore comunale all’ambiente Aniello, in una nota di bocciatura dei giorni scorsi che, a quanto risulta, sarebbe stata indirizzata anche al Ministero. Quanto a Bandecchi, che dire…? Al suo tentativo di queste ore di spacciare il progetto-Arvedi di ‘landfil mining’ come proprio (quello stesso osteggiato dal suo assessore Aniello!), non crede nessuno e non potrebbe essere altrimenti». 

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