di Marta Rosati
In piedi davanti al pubblico delle grandi occasioni, con l’abito scuro e la cravatta bordeaux, il primo cittadino di Terni Leopoldo Di Girolamo era pronto ad intervenire come da programma ma nella sala consiliare del Comune è successo il finimondo. Dopo la tensione dei primi minuti, retta da un silenzio di fondo insolito nonostante la massiccia presenza di persone, si è diffuso il classico clima da stadio con tanto di tafferugli, la giunta si è persa lo spettacolo o al massimo l’ha seguito da casa guardando lo streaming perché nei banchi dell’esecutivo, al fianco del primo cittadino non sedeva nessuno. L’opposizione non dà troppo peso alla cosa e tenta di fare squadra.
Leopoldo Di Girolamo Al primo punto all’ordine del giorno del consiglio di lunedì c’erano le comunicazioni del sindaco, il quale aveva chiesto di poter riferire su quanto accaduto la settimana passata, quando giovedì mattina la città si è svegliata con una maxi attività investigativa tutta incardinata sugli appalti del Comune, denominata operazione Spada. Quando la maggioranza ha bocciato la messa in discussione di un atto che riguardava la revoca dei due assessori indagati, i gruppi di minoranza hanno dato spettacolo e quando il consigliere Marco Cecconi si è seduto ai banchi della giunta in maniera provocatoria, dai banchi del Pd Valdimiro Orsini è scattato in piedi e si è precipitato lì a battibeccare, mentre il sindaco pacatamente sollecitava Cecconi ad alzarsi. Per liberare le poltrone è servito l’intervento della municipale.
Tafferugli in consiglio comunale Dal pubblico invece si dice siano volate parole grosse e si sarebbe pure alzato un dito medio, gesto che ha mandato su di giri il dem Sandro Piccinini che è partito alla carica ma è stato bloccato dal suo collega Francesco Filipponi e dal portavoce del sindaco Moreno Rosati; il tutto è avvenuto tra fischi e urla come dimostra il video girato da Umbria 24. Ad assistere alla seduta c’erano esponenti del Pd ternano e di Forza Italia, sostenitori del M5s e membri del Cosec. Alle due ali dell’emiciclo, quindi tanto alla minoranza quanto alla maggioranza, era stato concesso di intervenire per un’ora e mezza proprio sull’operazione Spada: occasione persa, l’opposizione ha lasciato l’aula e ha convocato una conferenza stampa. Piccinini si è scusato su Facebook.
Il sindaco Di Girolamo «In queste giornate complesse – dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo – annovero anche l’amarezza per quanto avvenuto in consiglio comunale. La conferenza dei capigruppo aveva deciso di far seguire un ampissimo dibattito alle comunicazioni che ho voluto dare alla massima assemblea cittadina sulla vicenda giudiziaria in corso. La minoranza avrebbe avuto un’ora e mezza di tempo – lo stesso tempo della maggioranza – per approfondire i temi portati in aula dalle mie comunicazioni, invece le opposizioni hanno abbandonato l’aula sottraendosi ad ogni confronto e approfondimento su legalità, azione amministrativa, garantismo e ruoli diversi dei poteri dello Stato. Un atteggiamento che desta meraviglia in particolare da parte di quelle forze politiche che a più riprese si sono dette rispettose delle procedure e del diritto alla presunzione di innocenza. Ancora meno rispettosi del confronto civico i gesti teatrali, le provocazioni, le fiction utilizzate a favore della migliore inquadratura. La città non ha bisogno di queste sceneggiate, Terni ha bisogno della ricerca della verità, di una amministrazione corretta ed efficace, di una opposizione seria e responsabile. Tutto il resto serve solo ad indebolire la città, a paralizzare i suoi servizi, a rendere più incerta e difficile la vita di tanti cittadini. Chi aspira legittimamente al governo della città dovrebbe non perdere occasione per far sentire la sua proposta alternativa, se invece si preferisce seminare l’aula del consiglio comunale di giocattolini si dà il senso di un mondo dei balocchi molto molto distante dai problemi della nostra comunità».
Operazione Spada Di fronte ai giornalisti, tutti si dichiarano garantisti ma tutti avevano firmato l’atto per richiedere «le dimissioni di Stefano Bucari e Vittorio Piacenti D’Ubaldi per un fatto politico». Che i due abbiano un peso significativo per le deleghe assegnate loro dal sindaco, e in una fase come quella del predissesto in cui Palazzo Spada è pronta ad entrare, è chiaro a tutti, ma l’impressione è che l’opposizioni giri a vuoto. Thomas De Luca rassicura: «D’ora in avanti – dice il consigliere M5s – metteremo in atto un’escalation di iniziative per candidarci a forza di governo alternativa». Ed Enrico Melasecche di I love Terni: «La città pagherà a caro prezzo l’arroganza di chi occupa il potere per favorire lobbies amiche». La conferenza stampa è comune, si parla a nome di tutti i gruppi di minoranza, ma la compattezza è un’altra cosa. La grillina Angelica Trenta prima sottovoce replica a una battuta di Stefano Fatale (Fi) poi spende parole di lode solo per i consiglieri del proprio gruppo innescando un giro di sguardi biechi.
Opposizione Si fa poi insistente la voce che a far scattare l’indagine sia stato qualcuno degli ambienti di maggioranza ma Valentina Pococacio (M5s) non si scompone: «Se fosse così sarei contenta, è la fotografia di un sistema politico in città che si basa sulla guerra tra bande di partito». Sul perché il sindaco sia stato lasciato solo a riferire in aula in un clima che già da giorni si preannunciava teso, nessun accenno. L’assenza della giunta viene giustificata come una scelta precisa nel tentativo di evitare uno show ancor più esasperato e non è escluso che sia stato proprio Di Girolamo a decidere così. All’appuntamento non sono mancati Renato Pierdonati (direzione lavori pubblici e gestione territorio del Comune di Terni), Federico Nannurelli (direzione lavori pubblici del Comune di Terni) e Paolo Neri (direzione gestione e manutenzione patrimonio del Comune di Terni), che figurano tra i sedici indagati.
Il Comune di Terni Palazzo Spada, comunque, ha trasmesso all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) il nuovo bando per l’appalto delle mense. «Abbiamo voluto – dichiara il sindaco – interessare un organismo di grande spessore legalitario per avere una valutazione del bando che assicurerà per i prossimi anni agli alunni delle scuole comunali un servizio essenziale come quello della mensa. Il bando steso della direzione competente e approvato dalla giunta comunale avrà ora un vaglio di livello nazionale, noi per quanto ci riguarda siamo pronti a rimetterci a ogni considerazione dell’Anac. A livello locale il bando delle mense ha avuto nei suoi aspetti fondanti del servizio un approfondito percorso di partecipazione che è durata un anno, che ha visto coinvolti le famiglie, il mondo della scuola, l’associazionismo. Con la trasmissione di oggi all’Anac vogliamo rafforzare ulteriormente i percorsi della trasparenza e della legalità, un fronte sul quale il sindaco di questa città è impegnato con azioni concrete».
@martarosati28
