Il segretario regionale dell'Idv Paolo Brutti

di Daniele Bovi

«Una vera iattura per l’Umbria e per l’Italia». Lo definisce così il disegno di Pierluigi Bersani di un’alleanza tra progressisti e moderati, cioè tra Pd e Udc, il segretario regionale dell’Italia dei Valori Paolo Brutti. Dal suo scranno di palazzo Cesaroni Brutti ha letto l’intervista all’assessore Gianluca Rossi in cui quest’ultimo prospetta un’Umbria «non immune da conseguenze» una volta mutato lo scenario nazionale. Un orizzonte che però Brutti fatica a vedere: «Alla fine credo non se ne farà nulla».

Rossi parla di un’Umbria non immune da conseguenze in caso di alleanza tra Pd e Udc. Come si potrà reggere, nell’ipotesi, il centrosinistra regionale tra il 2013 e il 2015?

«Prima di tutto quello che mi colpisce un po’ è che Rossi è un uomo pratico, ma in questo caso sta correndo dietro a un film mentale, a una trama in cui dà per scontato che il centrodestra sia in ginocchio e che si possa combattere questa battaglia quasi da soli. Cioè con un Pd più Casini che a casa mia fanno forse il 30%. Crede sia sufficiente? E poi è un’altra illusione pensare che Vendola possa mollare la sinistra per andare in quella triade. Altri due punti: il centrodestra sta “ricicciando” intorno alla figura di Berlusconi e questo consolida uno schieramento, mentre ci si dimentica che queste forze di cui parla Rossi sono meno del 50% del corpo elettorale e un’altra parte vota per, diciamo così, l’antipolitica. Questo rende la restrizione delle alleanze ancora più rischiosa con lo scopo di far emergere un centrismo vecchia maniera. E’ una prospettiva sbagliata perché non funziona. Di più, è una iattura per l’Italia e per l’Umbria».

Molto dipenderà anche dal tipo di legge elettorale che verrà approvata, sempre che se ne approvi una.

«Sì molto dipenderà anche da quello, ma alla fine io credo che non succederà nulla perché prevarrà la ragione e si formerà uno schieramento simile a quello che governa l’Umbria, magari chiedendo un’apertura a Casini. Le alchimie della legge elettorale possono ma non molto, difficile pensare a un partito, o poco più, contro tutti. Oggi la situazione per il Pd è obbligata, Napolitano ha fatto una scelta assecondata dal Pd e c’è una strana maggioranza ma, in Umbria, c’è un risultato elettorale e c’è la maggioranza giusta. Se poi dicono che la maggioranza giusta per Roma e per l’Umbria è quella disegnata da Rossi beh, allora il problema è tutto loro. Se così fosse, con tutti gli sforzi di buona volontà che si potranno fare ciò non lascerà ininfluente la situazione dell’Umbria. Già oggi ci sono pulsioni centriste con trasversalismi e prove di larghe intese come nel tentativo di cambio al vertice della presidenza del Consiglio. Quella possibile alleanza metterà in fibrillazione la maggioranza e credo che in confronto quelle vissute negli ultimi mesi siano fibrillazioni minuscole. Ci saranno delle conseguenze, ma noi siamo fedeli e crediamo che per l’Umbria e per l’Italia ci vuole il centrosinistra che ha ben governato qui e in molte Regioni».

L’ultima «fibrillazione» giusto martedì in Consiglio regionale quando è stata respinta la mozione di Rifondazione sull’apertura di una «Vertenza Umbria» che anche l’Idv appoggiava. Che sta succedendo nella maggioranza?

«Io noto delle stranezze: c’è un forte attivismo giustamente critico della presidente. Penso a sanità, terremoto, infrastrutture, dice queste cose e mi rallegro. E’ giusto stare dalla parte dei problemi dell’Umbria. Però quando poi passiamo al terreno più politico e pensiamo a che posizione prendere allora improvvisamente macchine indietro a tutta forza. Si è votato contro una palla alzata pronta da schiacciare per dire che noi non siamo d’accordo, che l’Umbria non è ascoltata. Non vogliono aprirsi a una critica corale, come se fare questo significasse avere aiuto perché lei, la presidente, da sola non ce la fa. Quasi a dire “questi qui mi vogliono far chiedere il loro aiuto perché tutti insieme otteniamo qualcosa e io da sola nom ce la faccio”. Non è così, se non facciamo una critica corale si dimenticheranno di noi».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.