di Massimo Colonna

Arriva nel chiostro di San Francesco ad Acquasparta la campagna referendaria promossa dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio insieme al sottosegretario alla presidenza del consiglio Angelo Rughetti. Insieme a loro i promotori dell’incontro, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, il vice presidente della giunta regionale Fabio Paparelli e il deputato Walter Verini, ma anche tanti sindaci provenienti da molti comuni umbri e «una rappresentanza straordinaria del Pd», come l’ha definita lo stesso De Rebotti.

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I presenti In prima fila la presidente Catiuscia Marini, il sottosegretario al ministero dell’Interno Gianpiero Bocci, il segretario regionale Giampiero Leonelli con il capogruppo Pd in consiglio regionale Gianfranco Chiacchieroni, il padrone di casa Roberto Romani, sindaco di Acquasparta e il primo cittadino di Terni Leopoldo Di Girolamo accompagnato da diversi consiglieri comunali. Sul tavolo dunque le questioni che riguardano il sì al referendum costituzionale che tiene banco anche in questi giorni nella politica nazionale.

Il ministro «Qui in Umbria e anche dalle mie parti – ha spiegato nel suo intervento Del Rio, nativo di Reggio Emilia – si discute molto tra la gente. Ma questo è un bene perché solo discutendo le comunità possono crescere. Del resto in occasione dei grandi appuntamenti referendari in Italia c’era molto dibattito anche tra la gente comune, penso al divorzio e al nucleare. Per questo è importante il ruolo dei sindaci, perché sono loro che ogni giorno camminano nelle loro strade e incontrano i cittadini, magari anche quelli che non sanno cosa votare e allora si confrontano con il primo cittadino. Stiamo parlando di un passaggio importante per l’Italia che può diventare più semplice, più moderna. Con la riforma soprattutto si porterà la voce dei territori a Roma e metteremo fine ad un bicameralismo basato su due camere che fanno le stesse cose».

La Marini e Paparelli «In questi giorni – ha spiegato Paparelli – ho incontrato tanti imprenditori nei nostri territori e da loro ho ricevuto un accorato appello perché l’Italia ha bisogno di stabilità e queste riforme danno stabilità. Dopo anni di immobilismo questa riforma segna un passo». «In questi 45 giorni che ci separano dal voto – ha spiegato la presidente Marini – non dobbiamo accontentarci dei talk show ma dobbiamo moltiplicare questi momenti di confronto andando a parlare con i lavoratori, con gli imprenditori e con la gente per far comprendere l’importanza di questa opportunità. Noi non vogliamo stracciare la costituzione ma vogliamo che la costituzione sia una carta viva».

Gli altri «Se oggi cittadini hanno meno fiducia nella politica – ha spiegato Leonelli – è anche per l’incoerenza. Per questo abbiamo bisogno che la politica recuperi credibilità con la gente». «La prima parte della costituzione – ha spiegato Bocci – è sacra ma dobbiamo chiederci oggi se noi riusciamo a garantire tutti quei diritti stabiliti da quella parte della carta, come la salute, il lavoro o l’istruzione. Il referendum è una tappa fondamentale per modernizzare il paese». «Se ascolti la gente più anziana in giro per la strada – ha spiegato De Rebotti – sul referendum ti dicono che bisogna cambiare e bisogna provarci. La gente vuole affrontare serenamente questa sfida e il nostro approccio deve essere così, con convinzione e con serenità. Fa piacere vedere questa sala così piena questa sera di esponenti del Pd uniti con una rappresentanza straordinaria».

@tulhaidetto

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