I banchi di una scuola

Tre mini incendi in tre istituti superiori della città. Tre allarmi che, secondo i racconti, sono scattati quasi allo stesso momento. Sono scattati nella tarda mattinata di giovedì, quando al Pieralli, il Capitini e la succursale dell’Alessi i sensori di allarme anti incendio sono scattati a causa di tre piccoli roghi. Poi l’evacuazione di due degli istituti interessati, ovviamente per questioni di sicurezza. Ora, mentre sono in atto le indagini interne alle scuole ma anche con il coinvolgimento delle forze dell’ordine, i dirigenti scolastici di alcune delle tre scuole interessate dagli eventi, avrebbero preso alcuni provvedimenti.

I fatti Piccoli roghi, più fumo che fiamme causato dalla combustione di materiale come, probabilmente carta, ma che insospettisce e che sono stati rapidamente gestiti dal personale scolastico senza troppi problemi. E c’è persino chi, come nel caso del piccolo incendio all’istituto Pieralli, è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Pochi i danni: qualche muro un po’ bruciato e tanto fumo nei corridoi o nei bagni. E  il dubbio è che dietro ci sia una “challenge”. Ovvero quell’ondata di sfide che, veloci, viaggiano sui social per compiere atti di coraggio. 

Indagini interne L’allarme al Pieralli è scattato nel bagno del quarto piano, dove si parla di fumo a causa di qualcosa di carta a cui è stato dato fuoco all’interno di un cestino. Mentre al Capitini le fiamme si è sprigionato da un carrello dei rifiuti nei pressi delle scale dell’edificio. Nell’attesa di trovare i responsabili, in alcune delle tre scuole, sono già scattate delle misure speciali. Innanzitutto la ricreazione in classe e controlli attenti. E, nemmeno a dirlo, che vengono filmate e condivi sui sui canali social.

Le sfide I dati sulle social challenge fanno parte di uno studio epidemiologico nell’ambito del progetto dipendenze comportamentali nella generazione Z, realizzato dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) con il supporto del Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ai ragazzi è stato chiesto se avessero mai partecipato a sfide social pericolose. Andando a focalizzare l’attenzione sulla fascia di età 11-13 e 14-17 anni si osserva, infatti, che è un fenomeno più diffuso tra i più piccoli: tra gli studenti 11-13 anni la prevalenza è 7,6% (129.310 giovanissimi) e tra gli studenti 14-17 anni è 5% (pari a 113.849).

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