La partita che fa riferimento alla riforma dei calendari della Fivb è ancora lontana dal triplice fischio. Nelle prossime settimane la Federazione internazionale dovrebbe sciogliere le riserve in merito alla possibilità che le competizioni delle nazionali vengano anticipate nei mesi invernali, nel pieno dell’attività dei club.
Club che, come sostenuto a più riprese da parte del presidente della Sir Susa Scai Perugia, Gino Sirci, avrebbero parecchio da perdere. Sotto tutti i punti di vista. Ma la questione è più ampia e riguarda ovviamente anche gli allenatori e i giocatori. Nei giorni scorsi si sono fatti sentire il capitano dei Block Devils e dell’Italia, Simone Giannelli, così come Oleh Plotnytskyi e Kamil Semeniuk, Agustin Loser e a margine della sfida tra Perugia e Cisterna, anche Sebastian Solé e Filippo Lanza hanno evidenziato forti perplessità in merito alla potenziale rivoluzione che diverrebbe realtà nel quadriennio 2028-2032.
Sirci risponde ad Azevedo Forti perplessità che continua a nutrire Sirci. Al Corriere dello Sport ha risposto al presidente della Fivb, Fabio Azevedo, che in un’intervista concessa proprio al quotidiano sportivo aveva dichiarato che «la bozza non è definitiva, ascolteremo tutti. La Fivb non prenderà mai decisioni dall’alto. Nella prossima versione rivista della proposta, stiamo cercando di rispondere alle preoccupazioni di ciascuna parte interessata». Il patron dei Block Devils teme che la riforma andrà in porto. E non ci sta, al punto da paventare di portate la vicenda davanti alle istituzioni europee. «Vado avanti, non mi fermo, semplicemente perché non posso. Sono deciso ad andare fino in fondo. I club dalla nostra parte sono diventati 31, ce n’è uno anche sudamericano. Quasi tutti i club di Superlega hanno condiviso l’hashtag e quindi la battaglia comune. Non è tutto: sono deciso a costituire un’associazione con base a Bruxelles per stare vicino alle istituzioni europee e alla corti di Giustizia più importanti dove eventualmente portare la nostra vicenda».
Class action Il presidente di Perugia è netto: «Penso che il presidente Azevedo stia sottovalutando la situazione. Non si capisce se in realtà la Fivb abbia già deciso lo spostamento dell’attività internazionale in inverno. Vuole dare l’impressione di no, ma è difficile da credere. Da imprenditore potrei anche capirlo, con tutti quei soldi che guadagnerebbero in più. Ma non accetterò mai di decretare il fallimento della mia società, che è quello che accadrebbe se ufficializzano la riforma dei calendari. Piuttosto sono pronto a mettere in piedi una class action, perché i margini per portarla avanti ci sarebbero tutti».
Convocazioni a rischio Sirci torna poi su un concetto, anzi su una possibile mossa, già paventata qualche giorno fa. «Più passa il tempo e più penso che l’unica maniera concreta per osteggiare questo piano sia davvero quella di non far rispondere i giocatori sotto contratto alle convocazioni delle varie nazionali, anche a costo di dover gestire problematiche sui transfer. Mi resta davvero impossibile accettare di pagare lo stipendio ad un giocatore sotto contratto e poi vedremo portare via per un’interruzione che era e rimane la cosa peggiore nell’ottica di uno svolgimento di una stagione. Per non parlare poi dei giocatori che con quel tipo di calendario verrebbero spremuti ancora di più rispetto a quanto succede ora. E poi, un conto è un giocatore che si fa male in estate: in quel caso avrebbe più tempo per recuperare. Se invece succede a dicembre o gennaio, quando mai riuscirebbero a recuperare per il campionato interrotto?».
In campo anche l’Aip Attraverso un hashtag denominato #NoClubsNoVolley, Perugia sta dando la possibilità a tutti gli attori contrari alla riforma di esternare la propria contrarietà. Anche ai tifosi. E nelle ultime ore sono tornati ad esprimersi anche la Lega di pallavolo maschile e quella femminile, come già accaduto pubblicamente a fine luglio. Con una novità. Perché nella nota in cui denunciano «rischi per l’integrità psico-fisica di atleti e atlete e la sostenibilità dell’intero movimento pallavolistico», si è aggiunta anche l’Aip, l’associazione italiana pallavolisti.

Il comunicato Lega Pallavolo Serie A, Lega Volley Femminile e Associazione italiana pallavolisti esprimono congiuntamente la propria contrarietà alla proposta Fivb per il calendario internazionale 2028-2032 e denunciano i rischi per l’integrità psico-fisica di atleti e atlete e la sostenibilità dell’intero movimento pallavolistico. La nuova proposta, infatti, non risolve il problema strutturale degli attuali calendari, ovvero la durata troppo breve dei campionati nazionali, concentrati in soli sette mesi, ma si limita a ridistribuire gli impegni tra attività nazionali e internazionali. Il risultato rischia di essere un ulteriore aggravio per tutto il sistema.
Criticità insostenibili Le componenti fondamentali del movimento italiano evidenziano tre criticità insostenibili nel nuovo progetto: 1) Più carico su atleti e atlete: il nuovo assetto comporta più partite, una maggiore concentrazione degli impegni e più picchi di intensità, con conseguenze dirette sui tempi di recupero e sulla tutela della salute di giocatori e giocatrici. 2) Meno valore per i campionati nazionali: lo stop previsto tra dicembre e gennaio sottrae alle competizioni per club uno dei periodi più importanti per pubblico, sponsor, diritti televisivi e per il coinvolgimento dei tifosi. 3) Nessuna soluzione al problema di fondo: anziché ampliare lo spazio dedicato ai campionati nazionali, la proposta ne comprime ulteriormente lo svolgimento, sacrificandone continuità e valore.
NoclubsNoPlayerNoVolley La pallavolo – è la chiosa del comunicato – ha bisogno di un calendario sostenibile, che valorizzi i campionati nazionali, tuteli atleti e atlete e riconosca il ruolo centrale dei club. Qualsiasi riforma internazionale deve partire da un presupposto irrinunciabile condiviso da Leghe e atleti: perché senza club e senza giocatori e giocatrici non può esserci pallavolo. #NoClubsNoPlayersNoVolley.


