di Carlo Forciniti
Quattro trofei vinti su cinque. Conquista di un Grande Slam da consegnare alla storia dello sport di squadra. Quarantasette vittorie su cinquanta. Venti successi di fila per far diventare una stagione da straordinaria a leggendaria.
Il trionfo della Sir nel 2025-2026 è certificato dai numeri di cui sopra. La traduzione di un dominio continuativo da ottobre a maggio. Ma l’annata magica vissuta da Perugia si spiega anche con la forza del gruppo bianconero. In una rosa infarcita di stelle di prima grandezza mondiale, si è sempre pensato al “noi” e non all’ “io”. A cosa servisse per fare in modo che il talento individuale venisse esaltato dallo sforzo collettivo . Un qualcosa di meno tangibile rispetto alle eccellenti statistiche registrate dai Block Devils, ma ugualmente prezioso. Anzi, decisivo per le fortune dei campioni di tutto. E che si traducono anche nella varietà dei titoli di Mvp portati a casa dai bianconeri.
Ben Tara in cima Su tutti svetta Wassim Ben Tara, miglior giocatore di una singola partita in ben 13 occasioni. Per quattro volte è stato nominato Mvp in Champions League, nove tra campionato e playoff scudetto. Un gran bel modo per chiudere il triennio a Pian di Massiano.
Giannelli a ruota Primo “inseguitore”, Simone Giannelli. Il fuoriclasse bolzanino – che come riporta la Gazzetta dello Sport è stato inserito nel miglior sestetto di Superlega “allenato” da Lorenzetti ed in cui figura anche Loser – che di recente è stato indicato da Giacomo Sintini come il più forte pallavolista della storia, ha tenuto un livello altissimo di rendimento per tutta la stagione come certifica il fatto che abbia “vinto” il titolo di migliore in campo nove volte. E in due dei quattro trionfi di Perugia, è stato insignito del premio di Mvp della manifestazione: è accaduto al Mondiale per club e nella Supercoppa in salsa triestina.
Semeniuk sul podio Sul metaforico terzo gradino del podio e a quota otto, sale Kamil Semeniuk, l’uomo di equilibrio (e di talento assoluto) della macchina perfetta costruita dalla società e allestita da coach Lorenzetti e dal suo staff. Il polacco ha saputo esaltarsi in particolare in Superlega.
Plotnytskyi Oleh Plotnytskyi, invece, quarto con sei riconoscimenti stagionali, ha svariato di più rispetto al compagno di reparto polacco. Mvp in campionato a Monza nel primo atto stagionale della Sir Susa Scai, e poi una settimana dopo a Padova, con Milano sempre in campionato e con la Lube nei quarti di finale di Coppa Italia. Ma lo schiacciatore che ha appena rinnovato per altri due anni il contratto con la Sir, si è preso la scena due volte anche in Champions League.
Tributo alla carriera Se a quota uno ci sono i centrali Roberto Russo, fresco di addio a Perugia dopo sette anni ed Mvp in gara 3 dei quarti di playoff contro Monza, e Agustin Loser, protagonista principale nel terzo atto di semifinale contro Piacenza, a quota tre figura Massimo Colaci, sugli scudi (anche ma non solo) in regular season contro Piacenza, ed eletto poi Mvp sia della finale scudetto che nella trionfale due giorni di Champions League andata in scena all’Inalpi Arena. Dopo il terzo tricolore vinto dalla Sir, Colaci aveva candidamente ammesso come il premio di miglior giocatore lo meritasse Ben Tara. Ma i riconoscimenti andati al libero pugliese sono stati comunque la degna conclusione di una carriera impareggiabile. Uno dei leader massimi del gruppo cui con ogni probabilità verrà ritirata la maglia numero tredici.
Quel gruppo che come ammesso in più occasione dai bianconeri e nelle scorse ore anche dal direttore generale Bino Rizzuto, è stato uno dei segreti che hanno permesso alla Sir di vivere una stagione da consegnare ai posteri.
