L'esultanza del presidente Sirci e di Massimo Colaci dopo la vittoria della Champions League alla Final Four di Torino

di Carlo Forciniti

Quella tra Massimo Colaci e la Sir Safety Perugia non è una storia come tutte le altre. Così come non lo è il rapporto che lega l’ormai ex libero al presidente Sirci, a coach Lorenzetti, alla tifoseria bianconera e al tessuto connettivo cittadino.

Ciclo unico Nove stagioni caratterizzate da almeno un trionfo sollevato al cielo in ogni singola annata rappresentano forse la parte più riconoscibile, la punta dell’iceberg di ciò che Colaci abbia significato per la Sir e viceversa.

Pietra angolare Ma sotto, c’è molto di più. Scomodiamo Ugo Foscolo nel dire che c’è, c’è stata e ci sarà “una corrispondenza di amorosi sensi” tra il nuovo direttore tecnico di Perugia e la società. Frutto di quanto costruito e via via consolidato a partire dall’agosto 2017, quando Colaci divenne ufficialmente un nuovo Block Devil. La pietra angolare che mancava all’inizio di una dinastia che ha permesso alla Sir di vincere 19 trofei, ponendo la sua bandiera in 3 continenti e in 15 città diverse.

Legame Professionalità e leadership, dosi robuste di equilibrio dopo i momenti più belli e i rari momenti bui, dedizione massima alla causa tradotta anche dalla voglia di mettersi in gioco quando la carta d’identità non era poi più così “verde”, hanno reso peculiare, forse unica la carriera di Colaci con la maglia bianconera.

Massimo Colaci Foto: Michele Benda / Sir

Ritiro numero 13 E a proposito di maglia, la società del presidente Sirci sta pensando di omaggiare il giocatore originario di Gagliano del Capo con un riconoscimento speciale che spetta solo ai più grandi, e che proviene dal mondo dello sport americano che ne fa sempre un momento dal forte tasso emotivo: il ritiro della maglia numero 13. Quella che per Colaci ha rappresentato una seconda maglia per nove stagioni.

Impronta Stando ai dati di Legavolley e soffermandoci solo sulle partite disputate nelle competizioni della stessa, Colaci ha disputato 333 gare con Perugia vincendone 269, l’80% delle partite. Per 11 volte è stato nominato Mvp. E da miglior giocatore ha chiuso l’ultima finale scudetto e quella di Champions League. Innegabile l’impronta dell’ex Trentino dalle parti del PalaBarton Energy. Che ora frequenterà da direttore tecnico. Un ruolo importante che presumibilmente farà da collante tra la dirigenza e la squadra, deciso nel pieno della stagione appena andata agli archivi, attraverso una semplice stretta di mano tra Sirci e Colaci. A testimonianza del legame tra il patron e la leggenda classe 1985. 

Il tributo di Sirci E proprio il presidente si sofferma a Umbria24 sulla volontà di celebrare Colaci con un omaggio speciale. «Oltre a inserirlo nel nostro staff, stiamo pensando molto seriamente di ritirare la maglia di una persona intelligente e composta, di valore. Mi sembra doveroso compiere un gesto simile per un giocatore che ha condiviso con noi tutte queste vittorie. Colaci ha voluto abbracciare non solo la squadra ma un’intera città. Un qualcosa che ci fa piacere, che ci onora profondamente».

Palmares Come detto, Colaci è stato una delle pietre miliari di tutti i successi ottenuti da Perugia dal 2017. Il libero ha vinto tre scudetti e altrettanti Mondiali per club, due Champions League, sette supercoppe italiane e quattro coppe italia. 

Precedenti Nel campionato italiano, l’onore di aver visto ritirare la propria maglia tra gli altri è toccato a Matey Kaziyski (Trento), Samuele Papi e Hristo Zlatanov (Piacenza), Wout Wijsmans (Cuneo), Matteo Piano (Milano). 

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