«Se fosse una sceneggiatura, sarebbe il delirio di un tiranno impazzito». A dirlo, nero su bianco, sulle pagine del Fatto Quotidiano di domenica 10 marzo lo scrittore Erri De Luca, nel vedere le ferite lungo i sentieri lasciate da moto e quad nel “Cuore verde d’Italia”, l’Umbria che lui – camminatore, scalatore, amante della natura – conosce come le sue tasche. Sulla decisione della giunta a trazione leghista di consentire ai mezzi a motore di circolare ovunque, in qualunque sentiero della regione, lo scrittore ha detto: «Una politica che agisce per miserabile calcolo» e con questa norma «indica il disprezzo e l’indifferenza per la gestione pubblica dell’ambiente».
Le parole dello scrittore Grande frequentatore dell’Umbria («Scalo spesso dalle parti di Ferentillo con gli amici e sono socio Cai della sezione di Terni – ha detto al quotidiano). Sul dare il via libera ai mezzi a motore ha detto che «i sentieri, i campi, i pascoli, le montagne sono luoghi che appartengono alla collettività umana e alla fauna residenziale. In questo modo tutti noi siamo stati espropriati dalla licenza concessa alla circolazione di mezzi motorizzati». De Luca ha aggiunto anche che con questa legge la giunta umbra soddisfa – oltre ai motociclisti – la lobby dei cacciatori, un «miserabile calcolo, degno di essere smentito subito in sede elettorale (in autunno si vota, ndr). Gli stupratori dell’ambiente dovranno farlo nel loro cortile, non oltre».
