Un momento della protesta in piazza Italia

Centinaia di persone hanno manifestato stamattina in piazza Italia a Perugia contro il cosiddetto emendamento Puletti che permette la libera circolazione dei veicoli a motore sui sentieri di montagna, laddove non vi siano tabelle di divieto. Le 24 associazioni – tra cui Cai e Fugs – hanno invaso il centro di Perugia, zaino in spalla e scarponi ai piedi, per ribadire il secco no alla norma approvata dalla maggioranza in consiglio regionale.

Proteste «L’ambiente va tutelato prima e non dopo», hanno detto tra l’altro i presenti, alludendo al fatto che secondo loro, diversi sentieri sarebbero stati già deturpati dal passaggio dei motori. In mattinata, l’appuntamento era per le 11, è arrivata a Palazzo Cesaroni anche la consigliera leghista, Manuela Puletti che ha parlato a lungo con alcuni rappresentanti delle associazioni sostenendo la natura inclusiva della norma. Secondo il presidente del Cai Umbria, Gianluca Angeli, è «impossibile una convivenza» tra chi cammina e chi va sui veicoli a motore. Diversi i cori contro la consigliera che, alla fine, è stata scortata fuori dalla piazza fino all’imbocco delle scale mobili, dagli agenti di polizia.

La nota della Puletti «La differenza la fa chi, come me, ha scelto di esserci – si legge in una nota della Puletti – nel pieno rispetto di un principio di condivisione, e chi invece si è distinto per insulti, minacce ed offese nei confronti di una donna, mamma e rappresentante delle Istituzioni. Ho voluto essere presente – spiega la consigliera regionale – per aprire un tavolo di condivisione che si basi sul sano principio di convivenza con tutte le realtà coinvolte in questo emendamento. Mi sono resa disponibile per l’ennesima volta ad un confronto, perché è mio costume mettere la faccia sulle scelte politiche adottate. E per provare a trovare soluzioni condivise. Con questo spirito, come fatto nell’incontro già avuto nel mio ufficio con il rappresentante del Cai, ho ribadito l’offerta a promuovere un tavolo che veda coinvolte, con pari dignità, associazioni ambientaliste, escursionistiche, ciclisti, cacciatori, cavatori di tartufi, motociclisti da enduro. La risposta ricevuta è stata però ancora di chiusura: disponibili a sedere intorno a un tavolo, ma respingendo il principio di convivenza. Una risposta che dimostra come le persone in piazza si sentano gli unici autorizzati a fruire delle nostre montagne. Rispondendo ad una responsabile offerta di dialogo e di mediazione dei diversi interessi con insulti, anche sessisti, e minacce, arrivando anche ad augurarmi la morte. Le stesse persone che sono solite additare come delinquenti cacciatori ed enduristi. Categorie che invece devono avere pari dignità. Ed ho voluto essere in piazza anche per ribadire questo. Una piazza di fronte alle sedi istituzionali – conclude l’esponente della Lega – dalla quale, vista l’impossibilità di un dialogo, sono andata via, dopo che la mia proposta è stata rigettata, scortata mio malgrado dalle forze dell’ordine, che ringrazio. Ora, mi chiedo, dove sta il principio di democrazia che queste associazioni tanto decantano? Dove sta il rispetto per gli altri che loro tanto professano, visti gli insulti presi di fronte ad una apertura? Ricordo che l’emendamento oggetto della manifestazione va a sanare situazioni di contenziosi e multe ingiuste e che nasce dal principio di far convivere i diversi modi di fruire il nostro territorio. Nulla toglie, a differenza di quanto viene strumentalmente sostenuto, a chi fa escursioni nei numerosi sentieri già tabellati e in quelli che si vorranno normare per l’esclusivo transito a piedi. Ma l’estremismo, così come i metodi violenti e la maleducazione, tra l’altro in presenza anche di bambini che erano stati portati in piazza, non possono trovare accoglimento da parte di chi rappresenta le istituzioni democraticamente elette».

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