Niente da fare per l’unica umbra ad essersi candidata a Capitale italiana della Cultura 2026. Usciti nomi delle città in lista, non c’è traccia dell’unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino che nei mesi scorsi aveva avanzato la propria candidatura . Ovvero la rete che, compatta, composta dai comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Campello sul Clitunno, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi.
L’unione dei comuni Per l’appunto l’unica aggregazione umbra ad aver presentato la candidatura. Inizialmente, ad aver avanzato il proprio interesse per concorrere a Capitale della Cultura 2026 c’era anche la città di Todi ma è stato, poi, fatto un passo indietro. A comunicarlo il sindaco Antonino Ruggiano spiegando di volerci riprovare per la candidatura 2027 per dare spazio ai tempi necessari alla costruzione del comitato che dovrà realizzare il dossier. Dopo l’esclusione dell’edizione 2025 che vedeva in lizza tre umbre, Assisi, Spoleto e Orvieto e dove ha visto vincere il titolo Agrigento, e ora per quella del 2026, ora bisognerà vedere cosa accadrà per la Capitale italiana della Cultura del 2027.
Le città Nelle scorse ore il ministero della Cultura ha diffuso le decisioni della giuria, presieduta da Davide Maria Desario, che ha selezionato i 10 progetti finalisti dopo aver esaminato le 16 candidature pervenute. Entrano nella finalissima Agnone (Isernia) (“Agnone 2026: Fuoco, dentro. Margine al centro”), Alba (Cuneo) (“Vivere è cominciare. Langhe e Roero, un’altra storia”),Gaeta (Latina), (“Blu, il Clima della Cultura”), L’Aquila(“L’Aquila Città Multiverso”), Latina (“Latina bonum facere”), Lucera (Foggia) (“Lucera 2026: Crocevia di Popoli e Culture”), Maratea (Potenza) (Marates 2026. Il futuro parte da un viaggio millenario); Rimini (“Vieni oltre. Il futuro qui e ora”); Treviso “(Isensi della Cultura”) e, infine, l’Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena) ( “Valdichiana 2026, seme d’Italia”).
La finalissima Le finaliste verranno convocate nei giorni 4 e 5 marzo 2024 per illustrare nel dettaglio il proprio progetto agli esperti che dovranno valutarli. Infine, poi, la proclamazione della Capitale italiana della Cultura che si terrà entro il 29 marzo 2024. La città vincitrice sarà assegnataria di un contributo finanziario di un milione di euro per concretizzare gli obiettivi delineati nel progetto di candidatura. Questo finanziamento sostanziale permetterà di tradurre le idee in azioni concrete, dando vita a un programma annuale per esporre la ricchezza culturale e le prospettive di sviluppo della vincitrice.
