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In casa Ice Control Rugby Perugia ci si continua ad interrogare su cosa non ha funzionato in queste prime tre giornate, dove è stato raccolto soltanto un pareggio. A distanza di un paio di giorni dal 30-30 maturato contro Roma, tocca all’esperto mediano di mischia, Federico Bevagna, fare il punto della situazione.

Scossoni inaspettati «Le prime tre partite ci hanno messo davanti ad alcuni scossoni, probabilmente inaspettati, sia per i risultati ottenuti sia per alcune aspettative che avevamo maturato. Adesso il nostro obiettivo è quello di stringerci, ritrovare compattezza e consolidare i punti di forza sui quali possiamo costruire il nostro percorso – puntualizza il giocatore di coach De Angelis –. La gara contro L’Aquila ci aveva dato indicazioni molto positive sulle nostre potenzialità. Avevamo mostrato un buon atteggiamento e lasciato intravedere prospettive interessanti, ma allo stesso tempo siamo usciti dal campo senza portare a casa punti. È un aspetto che non possiamo dimenticare: le buone prestazioni devono necessariamente tradursi anche in risultati. Probabilmente contro Gubbio abbiamo pagato proprio questo contrasto tra le aspettative e quanto non eravamo riusciti a concretizzare nella partita precedente. Contro l’US Roma, invece, pur non essendo arrivata la vittoria, abbiamo ricominciato a mettere in pratica alcune delle basi del nostro gioco che erano venute meno nella trasferta precedente. Adesso, a partire dalle prossime partite contro Napoli e Alto Lazio, dobbiamo continuare su questa strada. L’obiettivo è alimentare e consolidare queste basi, affinché possano diventare dei veri punti di forza sui quali appoggiarci anche nei momenti più difficili».

Prospettive Bevagna guarda anche al prossimo futuro. «Sappiamo che ci aspetta una stagione impegnativa. Il campionato è lungo e sarà inevitabilmente condizionato da infortuni, indisponibilità e difficoltà nella gestione del gruppo. Come le altre realtà di questo campionato siamo una squadra che affronta un impegno di alto livello, ma composta in larga parte da ragazzi che non sono atleti professionisti e che hanno degli impegni e ostacoli anche al di fuori del campo. Questo rende tutto più complesso, sia dal punto di vista fisico che mentale. Personalmente sono aperto alle nuove esperienze e alle situazioni che questa stagione ci metterà davanti. La vedo come un banco di prova, sia per me che per i miei compagni».