John Densmore

di Iv. Por.

Un’aula magna gremita a Palazzo Gallenga per salutare il fondatore e batterista dei mitici Doors con un lungo applauso. Lui, John Densmore, dopo qualche parola in un italiano divertito («Buonasera…Marcello Mastroianni»), non ha resistito più di cinque minuti: si è seduto dietro la sua batteria e ha cominciato a raccontare, accompagnato dalla musica, aneddoti e ricordi della sua carriera, della storia dei Doors, e naturalmente di Jim Morrison.

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L’eredità pesante dei Doors Giuseppe Sterparelli, direttore artistico di Alive – Altotevere Live Music festival, organizzatore dell’evento insieme al centro di attività culturali e ricreative dell’Università per stranieri di Perugia, ha spiegato perché John Densmore è arrivato a Perugia. «John – ha detto – è qui per parlare del suo libro “The Doors: Unhinged — Jim Morrison’s Legacy Goes on Trial”, che racconta le recenti cause legali in cui è stato coinvolto opponendosi alle posizioni di Ray Manzarek e Robby Krieger, ponendo l’accento sul lato oscuro dell’arte e dell’industria musicale legato all’aspetto economico, l’eterno conflitto, insomma, fra arte e interessi economici». John Densmore si è infatti opposto, in tribunale, all’utilizzo del nome The Doors fatto dai suoi ex colleghi e all’utilizzo dei brani della band negli spot pubblicitari, venendo citato in giudizio per un totale di 40 milioni di dollari. Alla fine ha vinto lui. Una vittoria ottenuta con fatica e innumerevoli rischi, contro utilizzi commerciali del nome e delle canzoni del leggendario quartetto.

No alla mercificazione Densmore ha suonato “The end” e ha ricordato i primi momenti della band. Da qui è partito per ripercorrere il senso della musica dei Doors, quello che ne ha fatto uno dei gruppi più influenti e controversi della musica rock. «La musica – ha sottolineato John Densmore – non può essere venduta come un qualsiasi prodotto commerciale e anche Jim Morrison avrebbe pensato questo. La musica appartiene ai fan e alle loro emozioni, non può essere usata alla stregua di logiche pubblicitarie, i Doors non ne avevano bisogno».

Il video da pelle d’oca L’incontro con Densmore è stato preceduto dalla proiezione video documentario sui Doors e si è concluso con un momento di forte suggestione: l’esecuzione di “The Celebration of the Lizard”, testamento poetico di Morrison, mai eseguito per intero dal vivo e oggi riproposto straordinariamente in lingua italiana dall’ensemble blues psichedelico “Collettivo Ginsberg”. L’evento è stato patrocinato dalla Fondazione Perugiassisi 2019 – Città Candidata a Capitale Europea della Cultura.

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